Il Tirreno

dal 15 luglio 

Una seconda chanche per “Gli anni più belli” Muccino torna nelle sale

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ROMA

Arriva la «seconda opportunità» per “Gli anni più belli”. Così definisce lo stesso regista Gabriele Muccino il ritorno in sala, il 15 luglio con la 01 - dopo l'uscita ufficiale del 13 febbraio - del film, «un viaggio allora sospeso dopo pochi giorni a causa della pandemia e dalla chiusura forzata delle sale». E questo, aggiunge Muccino, per un lavoro che io considero «tra i miei film più riusciti».

Ne “Gli anni più belli”, va detto, il vero protagonista è il tempo che macina tutto e non solo la giovinezza. Macina i buoni propositi, gli ideali, le relazioni, (comprese quelle familiari), per far sopravvivere alla fine solo l'amicizia e la speranza di un futuro migliore. Omaggio dichiarato e altrettanto malinconico al “C'eravamo tanto amati” di Ettore Scola, racconta proprio questo, attraverso la commovente storia di un gruppo di amici, Giulio, Gemma, Paolo e Riccardo nell'arco di 40 anni (dal 1980 ad oggi). Un “C'eravamo tanto amati” rivisitato, e con tanto di citazioni - tra cui quella della cena-rimpatriata dei tre amici ormai cinquantenni - che però ha al suo interno un gap generazionale. «Rispetto a quello di Scola - aveva detto a febbraio il regista - che si chiudeva con una canzone partigiana, qui c'è una generazione cresciuta all'ombra di quelle che l'hanno preceduta. Una generazione senza il sostegno delle ideologie e con un complesso d’identità, schiacciata, come è stata, dalla storia precedente».

Tra filmati d'archivio o ricostruzioni di eventi chiave di questi ultimi 40 anni, scorrono le vicende di questi quattro personaggi. Troviamo così Gemma (Micaela Ramazzotti), una ragazza, e poi una donna piena di fragilità, rimasta orfana a 16 anni che si ritrova a dividere negli anni il suo amore tra due grandi amici come Paolo e Giulio. E questo non senza conseguenze. Poi c'è appunto Paolo (Kim Rossi Stuart), ragazzo anche troppo corretto che vive a casa con un pappagallo. Una persona lineare, ingenua, piena di autentiche speranze anche rispetto al suo ruolo di professore. Stessi ideali di Giulio (Pierfrancesco Favino), ma solo iniziali. Lui, il più povero e smart del gruppo, riscatta presto le sue origini diventando un brillante avvocato, inizialmente disposto a difendere i deboli per poi diventare un pescecane capace di ogni compromesso. Infine c'è Riccardo (Claudio Santamaria) detto “Sopravvissù” perché sopravvissuto a un proiettile volante durante una manifestazione politica in cui si è trovato per caso. Anche lui come Paolo è un sognatore a cui però non riesce nulla ed è sempre senza soldi. Il matrimonio con Anna (Emma Marrone), da cui avrà un figlio, sarà per lui l'ennesimo fallimento. La colonna sonora è di Nicola Piovani, mentre il titolo del film è lo stesso del brano inedito di Claudio Baglioni presente nel suo nuovo album.

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