Il Tirreno

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Con “Panico ma rosa” Alessandro Benvenuti apre la Festa del teatro

gabriele rizza

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Un po’ tutti c’abbiamo fatto i conti. E chi più che meno, con o senza pause di riflessione, ne siamo usciti. Un ritorno alla normalità? Forse è ancora presto per dirlo. Per un attore, abituato alla ribalta, alle trasferte, al contatto col pubblico, la pausa è stata lunga e laboriosa da digerire. Testimone eccellente e narratore di razza Alessandro Benvenuti ci racconta il tempo del lockdown dal suo punto di vista. Che, immaginiamo, sarà cinico e spietato, divertente e crudele, ma anche dolorosamente partecipe e discretamente complice. Tra sogni e bisogni, ricordi e fantasie, i suoi e i nostri, Benvenuti questa sera alza il sipario della Festa del Teatro di San Miniato numero 74, appuntamento che va in scena ininterrottamente dal 1947 e che il Covid-19 non ha fermato ma solo costretto ad una diversa organizzazione del cartellone e alla rinuncia al tradizionale spettacolo principale. “Panico ma rosa”, prodotto da Arca Azzurra, è la cronaca di 59 giorni di isolamento forzato, il “Diario di un non intubabile”, come recita il sottotitolo, che vuole essere una prova di resistenza condivisa, di caparbia determinazione a non farsi prendere dal panico, di non mollare gli ormeggi verso indefinite derive esistenziali. «Privato del suo naturale habitat – argomenta Benvenuti – il nostro protagonista, nel cercare un nuovo senso della vita per non impazzire, reinventa il passato di chierichetto, stabilisce inediti e proficui rapporti con tortore, passerotti, merli, cornacchie, piccioni e gabbiani». Inizio spettacolo ore 21. Info 0571 400955 e www. drammapopolare.it. —

gabriele rizza

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