Toscana
Mistero e fascino dei volti africani: la giornata “in nero” degli Uffizi
Sui canali social del museo una carrellata di dipinti a sfondo “black”. Da Durer a Piero di Cosimo fino ai ritratti di Cristofano dell’Altissimo
Gli Uffizi si tingono di nero. Il nero come colore, cromatismo notturno dal fascino misterioso, ma anche nero come panorama ambientale, temperatura sociale e dimensione antropologica. Domani (4 luglio) gli Uffizi, in diretta sui social del museo, lanciano “Black Presence”, un progetto che ripercorre i dipinti che vedono protagonisti figure appartenenti ad etnie africane, raccontati da Justin Randolph Thompson (fondatore del “Black History Month Florence”) e del polistrumentista del Burkina Faso Gabin Dabirè. Un modo diverso per leggere la storia dell'arte occidentale e il suo contributo nella conoscenza delle culture “periferiche”, ma al tempo stesso una finestra aperta sul nostro presente e sulle violente contraddizioni che lo scuotono.
Un nucleo di opere nelle quali un ruolo centrale è affidato a personaggi “black”, storici, biblici o mitologici. Come i ritratti dei re dell’Abissinia e dell’Etiopia realizzati nel 1500 da Cristofano dell’Altissimo su commissione di Cosimo I de’ Medici, o come l’”Adorazione dei Magi” di Dürer, dove uno dei tre re ha tratti inequivocabilmente africani. E ancora l’episodio mitologico con Perseo che libera Andromeda, definito dal Vasari il migliore dipinto di Piero di Cosimo, o il trio di popolani immortalato nella “Madonna ‘Domenica delle Cascine’, la Cecca di Pratolino e Pietro Moro” dal fiammingo Justus Suttermans.
«Gli Uffizi non sono una ‘turris eburnea’ dell'arte – sottolinea il direttore Eike Schmidt - anzi comprendono i grandi temi della contemporaneità: attraverso l’arte il museo può raccontare la grande storia del passato e fa vivere le opere nel presente. I capolavori parlano una lingua universale che aiuta a comprendere meglio il loro tempo ma anche il futuro. Dall’esigenza di riscoprire gli elementi artistici della cultura nera disseminati nella Galleria è nato Black Presence. Attraverso l’esplorazione tematica di un gruppo di nove dipinti con protagonisti africani, si illustra e contestualizza la presenza sociale e culturale di quel continente nella coscienza dell’Europa del Rinascimento, testimoniando il fecondo rapporto di scambio che già allora aveva luogo tra queste due aree del pianeta. Al contempo, si offrono spunti di riflessione nel dibattito sui temi razziali che anima la cronaca e la discussione politica di questi giorni».
Non a caso “Black Presence” prenderà il via domani nella ricorrenza della Dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti, con un doppio evento live: su Tik Tok, dalle 20, Justin Randolph Thompson, racconterà le opere, soffermandosi anche sulle istanze di uguaglianza tornate di recente alla ribalta. A seguire dalle 21 su Facebook, sempre in diretta dalla Galleria, Gabin Dabirè si esibirà in un concerto con strumenti tradizionali africani davanti al Perseo che libera Andromeda di Piero di Cosimo. Completa il percorso una serie di otto video pubblicati ogni sabato su facebook dove Thompson illustrerà i dipinti.
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