Il Tirreno

Peterson e Levine, le foto sull’ epopea del grunge e il “maledetto” Cobain

GABRIELE RIZZA
 Peterson e Levine, le foto sull’ epopea del grunge e il “maledetto” Cobain

A Palazzo Medici Riccardi la mostra era stata sospesa per il lockdown Adesso “Come as you are” riapre i battenti con una grandissima attesa 

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GABRIELE RIZZA

Neanche il tempo di aprire. Annunciata per i primi di marzo, in tutti questi mesi di Coronavirus, la mostra “Come as you are”, è rimasta in soffitta in attesa di tempi migliori. Che finalmente sono arrivati. Gli scatti di Charles Peterson e di Michael Lavine riaccendono a Palazzo Medici Riccardi le luci sul grunge e su Kurt Cobain.

Che, come da copione bello e maledetto, una volta così sintetizzò il suo male di vivere: “Non ho mai saputo come rapportarmi con il successo. Se ci fosse stato un corso per come essere una rockstar lo avrei frequentato volentieri. Magari mi sarebbe stato utile”. Niente da fare. La desolata Seattle degli anni 80, culla del grunge, non lasciavo scampo. Pure fra quanti hanno rivoluzionato il rock i Nirvana (seguiti a ruota dai Pearl Jam) meritano un posto di prim’ordine. Il loro sound alternativo, sporco e cattivo (termine slang “grungy” indica qualcosa di malsano, di sconveniente, un paternità musicale che per alcuni risale a Mark Arm, voce dei Green River e dei Mudhoney) si nutre della crisi economica che in quegli anni colpisce gli Stati Uniti, un paese dilaniato dall’edonismo reaganiano, le nuove periferie (e le sue controculture) e l’incipiente New Economy che proprio qui genererà i suoi colossi (Google, Amazon) fra povertà, disoccupazione, droga: una generazione perduta a solo vantaggio dei listini quotati in borsa. Gli scatti di Peterson e Lavine ripercorrono quella stagione e restituiscono un ritratto ora intimo ora iconico del leader di un gruppo che ha segnato la storia del rock.

Due le sezioni: da un lato il bianco e nero di Peterson, fotografo ufficiale della Sub Pop Records, che racconta la nascita dei Nirvana, i primi concerti, la scena di Seattle. Dall’altro i colori pop di Lavine, che immortala il gruppo in studio, dalle prime uscite agli anni del successo mondiale, quando accanto a Kurt c’era Courtney Love. Il percorso espositivo segue la cronologia della band, dagli esordi con Chad Channing al posto di Dave Grohl c’era Chad Channing, al successo internazionale, e si chiude sulle immagini di altri gruppi che hanno popolato la scena grunge. Il mito Cobain non solo resiste da quell'8 aprile 1994, quando viene trovato morto nella sua casa di Seattle, un colpo di fucile alla testa e una lettera di addio, ma si rafforza: la sua chitarra del famoso “Unplugged” nei giorni scorsi è stata venduta all'asta per sei milioni di dollari. Fino al 18 ottobre. Info 055 0946163. —

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