Gioco
Le foto di Massimo Sestini, musica e visite celebrano l’ospedale più antico d’Italia
FIRENZE
Una data che incastona la storia di Firenze di cui la città va orgogliosa: la creazione del primo ospedale pubblico al mondo. Era infatti il 23 giugno 1288 quando il banchiere Folco Portinari, padre della Beatrice amata da Dante, decise di ascoltare il consiglio della nutrice Monna Tessa e di creare una struttura dedicata alla cura dei malati. Il suo intento era quello di “lavare” i peccati che la credenza medievale attribuiva a chiunque avesse a che fare con il denaro, ma in realtà Portinari mise le basi per quella che sarebbe diventata una vera e propria istituzione sanitaria: l'Ospedale di Santa Maria Nuova che oggi compie 732 anni. Qui sono nate le Oblate, il primo esempio di suore ospedaliere, qui Leonardo Da Vinci effettuò le numerose dissezioni anatomiche e sempre qui è sorta una prestigiosa scuola medica. Negli ultimi mesi Santa Maria Nuova ha svolto un ruolo di primo piano, trasformando reparti, ambulatori e terapie intensive in strutture predisposte per accogliere un numero di malati che cresceva costantemente. Ed è dall'impegno nella gestione della pandemia che prende le mosse il programma delle celebrazioni. Si inizia alle ore 12 con l'inaugurazione della mostra fotografica “Indispensabili infermieri” realizzata da Massimo Sestini. In contemporanea nel Chiostro delle Medicherie si tiene un concerto di violoncello a cura dell'Agimus mentre alle 14 si aprono le visite guidate al percorso museale e alle 17 nella Sala conferenze si presenta il progetto video “AbbracciAmo la vita” di Lucrezia De Luca. Chiudono le conferenze di Donatella Lippi su “Medicina e sanità a Firenze nell'Ottocento” e di Giancarlo Landini su “Le epidemie a Santa Maria Nuova”. —G.R.
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