Toscana
Uffizi, la centrale operativa si sposta a Palazzo dei Veliti «Efficienza e tecnologia»
FIRE NZE
La Fabbrica degli Uffizi si fa spazio. In attesa che si risolva il rebus della Loggia Isozaki, si definisce l'utilizzo degli spazi nell’ala di Levante del complesso vasariano e dell’adiacente Palazzo dei Veliti, dove si installa il nuovo quartier generale tecnico amministrativo. Un ambiente affascinante, possente e labirintico, affacciato sull'Arno, esteso per più di mille metri, al cui interno si trovano le ex prigioni medicee, ricavate in una torre medioevale che nel 700 ospitava la guardia dei Granduchi di Lorena, le cui mura sono ancora istoriate dalle scritte dei detenuti: la più antica data 1570. “I lavori di adattamento della struttura, che avrà come ingresso principale un portone attribuito all’Ammannati – precisa Antonio Godoli, curatore del patrimonio architettonico degli Uffizi - sono pressochè completati. I primi trasferimenti avverranno entro la fine di giugno, proseguendo nei prossimi mesi”. I trasloco riguarda una cinquantina i dipendenti e prospetta una migliore efficienza e funzionalità delle varie sezioni. Oltre alla direzione infatti il centro riunirà la divisione amministrativa e gran parte di quella tecnica insieme a nove dipartimenti che in precedenza erano divisi in varie zone (anche lontane tra loro) dell’edificio vasariano. “L’accorpamento dei nostri uffici amministrativi e tecnici – spiega il direttore Eike Schmidt - creerà sinergia, semplificazione e maggior rapidità nei nostri processi lavorativi anche in conformità dei nuovi moduli per il lavoro a distanza.
L'architettura organizzativa creata in questi quattro anni trova ora applicazione anche negli spazi fisici degli uffici. Ma oltre all’aspetto funzionale, c’è da considerare il progetto che ha determinato questi spostamenti: infatti la parte dell’edificio dove finora si trovavano gli uffici, con lo storico ingresso in via della Ninna, nei prossimi mesi verrà inglobata nel cantiere dei Nuovi Uffizi, e in futuro sarà adibita a varie attività per il pubblico». —
GABRIELE RIZZA
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