Il Tirreno

AVEVA 103 ANNI 

Ciao Vera, la fidanzata di tutti i soldati inglesi Churchill la volle in tour al fronte per cantare

Ciao Vera, la fidanzata di tutti i soldati inglesi Churchill la volle in tour al fronte per cantare

La Lynn era considerata una seconda Regina anche dopo la guerra. Fu celebrata anche da un pezzo dei Pink Floyd

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LONDRA

È stata una regina anche lei, per generazioni di inglesi: appena un gradino sotto Elisabetta, sovrana regnante a cui rendeva nove anni di età. Vera Lynn, 103 anni, leggenda del palcoscenico e della storia britannica, è morta com’era vissuta, lasciando di sé l’immagine di un volto e di una voce sorridenti e indomiti capaci di far cantare il suo Paese di fronte a qualunque minaccia lungo le vicissitudini d’un secolo.

“The forces sweetheart”, l’eterna fidanzata delle forze di Sua Maestà, come era stata ribattezzata negli anni della Seconda Guerra Mondiale in cui animava i soldati e tutti i connazionali a forza di note, non c’è più. Si è spenta circondata dai suoi cari, come ha fatto sapere la famiglia senza indicare alcuna malattia quale causa del decesso.

E a piangerla è il cordoglio unanime di un Paese intero: dai vertici della monarchia di casa Windsor agli ultimi fra i sudditi; dal premier conservatore Boris Johnson al leader dell’opposizione laburista Keir Starmer; dal mondo della musica e della cultura a quello della politica al di là di ogni distinzione di partito o d’opinione.

Dame Vera, come tutti la chiamavano fin da quando la regina le aveva conferito la decorazione massima di cavaliere dell’ex impero britannico, è spirata nel suo buen retiro di Ditchling, fra il verde della contea dell’East Sussex, nel sud della sua amata Inghilterra.

La casa in cui neppure tre mesi fa aveva registrato l’ultimo video per spronare di nuovo la gente dell’isola a non mollare, questa volta dinanzi al coronavirus e al lockdown, al suono del celeberrimo “We’ll meet again” (Ci incontreremo ancora): motivo bellico ad un tempo struggente e positivo tornato in auge come colonna sonora del Regno in queste settimane di pandemia tanto da essere evocato dalla stessa Elisabetta II alla nazione come tangibile segnale di incoraggiamento.

Nata nel 1917 nel popolare East End londinese con il nome anagrafico di Vera Margaret Welch, salita alla ribalta ancora bambina nel 1924 con la prima esibizione ai microfoni della radio della Bbc e divenuta star nazionale già a 15 anni come vocalist della Howard Baker Orchestra, Vera Lynn – cognome adottato da una nonna – fu anche e soprattutto la voce gentile, eppure irriducibile, della resistenza britannica al nazifascismo.

Sposata con il clarinettista e sassofonista Harry Lewis, da cui ebbe una figlia e un figlio, toccò i vertici della fama animando nella stagione della guerra un programma musicale radiofonico cult, intitolato “Sincerely Yours” e girando tre film. Il governo di Winston Churchill la volle in tour pure fra i militari al fronte, in India e in Birmania nel 1944, per confortarli, distrarli, sostenerne l’orgoglio. Vera eroina delle platee d’oltremanica destinata a restare poi nel cuore di milioni di persone tutta la vita, nel ricordo di canzoni sentimental-patriottiche come “The White Cliffs of Dover” (Le bianche scogliere di Dover) o ancora “There’ll Always Be an England”(Ci sarà sempre un’Inghilterra). Un mito ispirato al simbolo d’una britishness che si voleva dignitosa, pratica, equilibrata; e illuminato da tante attività di beneficenza e da un tocco di nostalgia nel trascorrere dei decenni. Ma sempre segnato da un inossidabile sorriso ottimista. I Pink Floyd ne hanno celebrato la leggenda in un pezzo inserito nell’album “The Wall”, pubblicato nel 1979, intitolato semplicemente “Vera”. L’ennesimo omaggio a questo grandissimo personaggio. –

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