Il Tirreno

Gli occhi di Francesca ci raccontano l’Italia: «Io volto della cultura? Ne sono lusingata»

Michela Tamburrino
Gli occhi di Francesca ci raccontano l’Italia: «Io volto della cultura? Ne sono lusingata»

La Fialdini, massese doc, in otto puntate su Rai Storia: «Autiamo la gente a scegliere il proprio itinerario ideale»

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L'Italia che si riaffaccia alla vita ha il volto rassicurante e gentile di Francesca Fialdini. Compito non facile quello che le è toccato in sorte ma è ragionevole immaginare che se ha saputo compiere il miracolo di recuperare una fascia pomeridiana della domenica che Rai1 dava per persa, può benissimo avvicinare gli italiani al loro Paese, un Paese di meraviglie paesaggistiche e splendori artistici ma anche scorci poco frequentati e borghi dimenticati.

Gli italiani refrattari, poco consci di ciò che hanno, non è un luogo comune; una penisola snobbata dagli autoctoni a favore di vacanze tra mete esotiche certo non altrettanto uniche. Quanti non conoscono la Lucchesia, una delle campagne più suggestive del mondo e magari sono stati ai Caraibi? Troppi. Così Francesca Fialdini sarà la Beatrice di un viaggio tutto italiano, utile per l’estate, che ha per titolo “È L’Italia, Bellezza!”: otto appuntamenti di un’ora in onda alle 20,10 il lunedì su Rai Storia (Canale 54), una produzione Rai Cultura in collaborazione con il ministero per i Beni e le Attività culturali e per il turismo. Impegno estivo che lei ha preso con entusiasmo, certa che nei palinsesti invernali, presentati oggi al cda Rai, la sua riconferma è scontata.

Fialdini, è stata scelta lei come volto del rilancio proprio perché usa ai rilanci felici?

«Se così fosse ne sarei molto lusingata. La mia faccia come volano di cultura è una bella responsabilità. Ho incontrato Silvia Calandrelli, a capo di Rai Cultura, con la quale avevo già collaborato con soddisfazione e ci siamo trovate, capite, stimate. Mi ha parlato di questo progetto che ho subito trovato molto interessante, tanto da mettermi a disposizione. Offrire la propria notorietà per questi fini mi onora, nonostante il mio carattere schivo mi mandi altrove. Trovo che questo programma sia l’esempio perfetto di quanto deve fare il servizio pubblico».

Perché?

«Perché promuove la cultura e il turismo e aiuta gli italiani a confezionare un loro itinerario elettivo, fornendo mille proposte inusitate. Ci saranno proposte anche per coloro che potranno permettersi solo pochi giorni di vacanza: mete non scontate persino nella loro regione. Siamo ricchissimi di patrimoni paesaggistici e culturali, siamo stati la culla del Rinascimento, oramai non possiamo più permetterci di ignorare la nostra penisola».

Un viaggio dalla doppia valenza. Conoscendo ci ripensiamo diversi?

«Serviva una riflessione in più su chi siamo e da dove veniamo. Recuperare le proprie radici è importante e può essere d’aiuto in questo momento».

Girando le capiterà di promuovere anche la sua di regione. Magari con un'emozione in più?

«Io vengo dalle Apuane e sono felice di poterne parlare. Ci sono scorci invidiabili che mi rendono orgogliosa».

Perciò non un viaggio elitario...

«Ma neanche pop. Io spero di unire tutto e tutti. In questo caso, io introduco e contestualizzo, spiego. Resiste una dicotomia tra cultura e vacanza, come se il concetto di turismo culturale fosse diventato elitario. Ma così non è».

C'è un programma o un tema che lei sente più nelle sue corde?

«Vorrei continuare a parlare di storie, quelle che scardinano i luoghi comuni. E di donne. Lavorare unendo l’alto e il basso. Andiamo verso mesi difficili c'è bisogno di unire, di comprendere». 
 

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