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Mezzo milione di innamorati: Gli Uffizi volano sul digitale

GABRIELE RIZZA
Mezzo milione di innamorati: Gli Uffizi volano sul digitale

Raggiunti i 500mila follower su Instagram e il primato mondiale su Tik Tok Tre superstar: Il Perseo di Cellini, la Venere di Tiziano e la Venere di Botticelli

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GABRIELE RIZZA

I traguardi digitali degli Uffizi non si arrestano. La Galleria spopola in rete, superando nell’ultimo fine settimana su Instagram la soglia del mezzo milione di follower; e su Tik Tok si afferma come il museo d’arte più seguito al mondo, seguito a distanza dal Metropolitan di New York e dal Rijksmuseum di Amsterdam.

Nella classifica europea dei musei con più follower, guidata dal Louvre, gli Uffizi si collocano in 13esima posizione, dietro al Prado e all’Hermitage. Analizzati per provenienza, un terzo dei follower arriva dalla penisola, il resto un po’da tutto il mondo, gli Usa per primi seguiti da Spagna, Brasile, Regno Unito. Tra i post che hanno ottenuto più like negli ultimi sei mesi troviamo in pole position il “Perseo” di Benvenuto Cellini, al secondo posto la “Venere di Urbino” di Tiziano, al terzo la” Venere” di Botticelli, postata in occasione della riapertura del museo il 3 giugno. Ma il weekend appena trascorso ha garantito agli Uffizi ottimi risultati non solo digitali: il complesso museale è stato infatti visitato da più di 10mila persone, divise fra la Galleria delle Statue e delle Pitture (6200), il Giardino di Boboli (3300) e Palazzo Pitti (800). “I traguardi raggiunti in questi giorni – dichiara il direttore Eike Schmidt – testimoniano il grande impegno degli Uffizi nella sfera digitale: un impegno partito in tempi precedenti il lockdown che continuerà con sempre maggior forza in futuro. Mentre alcuni dei nostri canali, come Facebook e Twitter, si sono rivelati cruciali per alimentare il rapporto tra il museo i fiorentini, i toscani e gli italiani, Instagram è la nostra vetrina globale con follower da ogni angolo del pianeta. È inoltre fondamentale sottolineare come le nostre attività nel digitale non solo non danneggiano ma anzi alimentano la ripresa dei visitatori: in questo fine settimana infatti abbiamo registrato una crescita del 24 per cento con duemila persone in più rispetto al primo weekend dopo la riapertura”.

Intanto continua l’opera di “bonifica” rispetto al bagarinaggio, anche quello che corre sul web. Solo il museo fiorentino può usare siti web contenenti il nome “Uffizi”, in quanto unico legittimo titolare del nome stesso, stabilendo al contempo che una società, che operava con domini registrati in Usa uffizi. com, uffizi. net, uffizigallery. com, uffizigallery. org e simili, dovesse interrompere questa pratica, considerandola abusiva. Lo ha stabilito una sentenza della Corte Federale americana dell’Arizona, che risale a febbraio scorso. Ora emergono anche le spese legali del processo americano: graveranno per 120mila dollari, vale a dire circa 106mila euro. Schmidt in un commento ha prlato di “vittoria cotnro i vampiri”.

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