Italia
È morto Luigi Spagnol: portò in Italia Harry Potter
IL RICORDO
«Era una persona di sostanza, non badava agli onori. Ora però voglio che sia chiaro a tutti chi è scomparso. È scomparsa la persona che con i suoi successi editoriali ha dimostrato più volte negli ultimi trent'anni di sapere meglio di chiunque altro che cosa è un libro, cosa può fare un libro per i lettori e fino a dove può arrivare. Vorrei tentare di spiegarlo con le sue parole: »I libri sono scritti da persone, letti da persone, venduti da persone, e parlano di persone. È dunque fondamentale che siano anche pubblicati da persone, libere di seguire le proprie idee, le proprie strategie e le proprie passioni». Con questo ricordo commosso Stefano Mauri, presidente e ad del gruppo Gems, saluta Luigi Spagnol, che definisce «un fratello sul lavoro», con il quale ha condiviso in 30 anni tante avventure che segnano la storia editoriale italiana e quella di un gruppo dalla grande e anomala personalità. Luigi Spagnol, morto dopo lunga malattia, lascia la moglie Hanne e due figli, Lara e Antonio.
Era nato a Milano il 21 marzo del 1961, era l'editore col vero fiuto da besteller, non a caso aveva portato in Italia, con Salani, il più grande caso editoriale di tutti i tempi, ovvero la saga di Harry Potter. Ma è lui a scegliere tanti titoli che hanno venduto più di un milione di copie: la Gabbianella e il gatto di Luis Sepúlveda nel 1996, il bestseller di Giobbe Covatta Parola di Giobbe nel lontano 1991. Con un intuito eclettico ha saputo scovare campioni di vendite nell'ambito della varia. In particolare, Vallardi, da editore noto per il proprio catalogo di linguistica, sotto la sua guida diventa una casa editrice protagonista di questo settore, creando, con la spinta dei suoi successi, nuovi reparti all'interno delle librerie italiane. Ha portato in Italia autori di grande valore come Philip Pullman e Margaret Atwood, e saputo riproporre classici contemporanei come David Almond. —
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