Sicurezza
Addio a Giulio Giorello, il filosofo che amava Tex e ci parlava della paura
Si è spento ieri a Milano a 75 anni per le complicazioni del Covid La sua ultima intervista al “Tirreno” alla fine del mese di marzo
IL LUTTO
È morto ieri a Milano all’età di 75 anni il filosofo Giulio Giorello: era nato nel capoluogo lombardo il 14 maggio del 1945. Era allievo di Ludovico Geymonat ed è stato il suo successore nella cattedra di Filosofia della Scienza all’Università Statale milanese.
Giorello era stato ricoverato per il coronavirus circa un mese fa al Policlinico da cui era stato dimesso da una decina di giorni, ma negli ultimi giorni le sue condizioni di salure erano peggiorate. Si era sposato tre giorni fa con la sua compagna Roberta Pelachin.
Giulio Giorello ha conseguito due lauree presso l’Università degli Studi di Milano: la prima in filosofia, nel 1968 (sotto la guida di Ludovico Geymonat), l’altra in matematica, nel 1971. Ha quindi insegnato dapprima Meccanica Razionale presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università degli studi di Pavia, per poi passare alla Facoltà di Scienze presso l’Università degli Studi di Catania, a quella di Scienze naturali presso l’Università dell’Insubria e al Politecnico di Milano.
Fino a pochi mesi fa insegnava Filosofia della scienza presso l’Università degli Studi di Milano. Ha diretto, presso l’editore Raffaello Cortina di Milano, la collana Scienza e idee ed ha collaborato, come elzevirista, alle pagine culturali del Corriere della Sera. Ha vinto il Premio Nazionale Frascati Filosofia 2012 ed era molto attivo nelle rassegne culturali insieme allo scrittore Luca Gallesi. Giorello ha diviso i suoi interessi tra lo studio di critica e crescita della conoscenza con particolare riferimento alle discipline fisico-matematiche e l’analisi dei vari modelli di convivenza politica; dalle sue prime ricerche in filosofia e storia della matematica, i suoi interessi si sono poi ampliati verso le tematiche del cambiamento scientifico e delle relazioni tra scienza, etica e politica. La sua visione politica è di stampo liberal democratico e si ispira, tra gli altri, al filosofo inglese John Stuart Mill.
Si è occupato anche di storia della scienza – in particolare le dispute novecentesche sul “metodo” – e di storia delle matematiche (Lo spettro e il libertino). Nel 1981 ha curato con Marco Mondadori l’edizione italiana di Sulla libertà di John Stuart Mill. Giulio Giorello è ateo ed ha scritto a riguardo il libro Senza Dio. Del buon uso dell’ateismo.
Ma Giorello era anche un amante e profondo conoscitore di un personaggio leggendario dei fumetti, Tex Willer. E ne aveva parlato nella sua ultima intervista, rilasciata proprio al nostro giornale alla fine del mese di marzo. Si discuteva di come Tex avrebbe affrontato il coronavirus. «Lui tende a risolvere i problemi in modo drastico – aveva risposto – con una pallottola calibro 45. Ma in questo caso sarebbe proprio fuori strada. A proposito di strada – raccontava al “Tirreno”, sto guardando dalla finestra della mia casa in via Santa Sofia, a Porta Romana, in genere animatissima, questo panorama irreale: la strada deserta, le vie traverse vuote, il bar chiuso, così come tutti gli altri negozi. C’è un’aria sinistra. Sì, ho paura e non mi vergogno a dirlo: sto scrivendo proprio un libro sulla paura, una compagna che dobbiamo tenere presente in molte situazioni della nostra vita. L’importante è avere il coraggio di dire che si ha paura, non mentire a se stessi. Altrimenti cresce dentro di noi che la dissimuliamo a noi stessi e diventa psicosi». –
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