Gioco
In scena allo scoccare della mezzanotte. Così un teatro toscano celebrerà la riapertura
La notte tra il 14 e il 15 giugno il De Filippo di Cecina aprirà le porte al pubblico, primo in tutta la Toscana
CECINA. La data, il 15 giugno, è sulla carta ma un po’ in tutta Italia non sarà sulla scena. E la parola magica “riapertura” si sta impigliando quasi ovunque in quella tela intricata di norme, fattibilità, risorse. Per questo è un piccolo miracolo e certamente un evento che entrerà a far parte della storia di questa pandemia quello annunciato dal vitalissimo teatro Eduardo De Filippo di Cecina, un gioiello moderno sulla Costa degli Etruschi, ristrutturato e inaugurato dopo la pochi giorni prima del lockdown. Il De Filippo infatti aprirà davvero il 15 giugno, anzi per l’esattezza aprirà la notte del 14 giugno, subito dopo lo scattare della mezzanotte. E non sarà solo un momento simbolico, tipo apriamo il sipario con le mascherine e tanti saluti. No, questo agognato 15 giugno - una sorta di tormentato miraggio per gli addetti ai lavori - il direttore artistico Alessio Pizzech, livornese, conosciutissimo regista anche di famose opere liriche, lo vuole celebrare per davvero, con uno spettacolo, attori importanti, la musica, la parola d’autore, l’atmosfera. E soprattutto con il pubblico. In Toscana il De Filippo sarà quindi il primo teatro a riaprire con tutti i crismi e ovviamente anche con tutte le regole di distanziamento sociale, la sanificazione, gli ingressi scaglionati. Ma sarà comunque vero teatro, alle ore 0 e 10 minuti di questo fatidico lunedì 15. A livello nazionale un evento simile è annunciato a Pesaro, protagonista il grande Ascanio Celestini. Ma anche a Cecina a dare volto e voce alla notte della rinascita saranno due mostri sacri della scena italiana e toscana in particolare. Uno è Dario Marconcini, attore e regista, una carriera lunga e premiata che parte dagli anni 60 con la fondazione del Piccolo Teatro di Pontedera e prosegue fino a oggi tra spettacoli,direzioni artistiche e riconoscimenti. L’altra è Giovanna Daddi, sua compagna d’arte e di vita, attrice anche lei nata dalla fucina pontederese. Il loro spettacolo, un recital, si intitola “Poesia degli Ultimi Americani”, di Dario Marconcini e Giovanna Daddi, dall’antologia di Fernanda Pivano e altri testi. Con loro, ovviamente tutti distanziati sul palco, due musicisti jazz, Andrea Lupi e Valerio Perla. Potranno assistervi 120 persone, prenotazioni online sul sito del teatro, costo del biglietto 12 euro, emozioni tantissime. Emozionatissimo è sicuramente Pizzech, che ha fortemente voluto questo evento, con il pieno sostegno del sindaco Samuele Lippi e della assessora alla cultura Lucia Valori che sul teatro De Filippo hanno puntato molto.
«Certo, l’organizzazione di una serata del genere è stata complessa, con tutti i protocolli da seguire, le regole stringenti. Ma non ci siamo scoraggiati. Perché abbiamo pensato che fosse bello dare un segnale forte, di vera rinascita e ripartenza, un esempio di resilienza del teatro - spiega Alessio Pizzech -. Poi la scelta di affidarlo a due interpreti storici come Dario Marconcini e Giovanna Daddi, personaggi che hanno sempre fatto teatro con un approccio etico, guardando al senso più che ai numeri. Un atteggiamento che forse il teatro del futuro dovrà privilegiare così come il senso di comunità perché il teatro è una piazza». Anche la scelta dello spettacolo non è casuale: «Si parla di libertà, di rivoluzione, di beat generation, di quegli autori come Kerouac, Ginsberg, che hanno raccontato un’America diversa da quella del “sogno”. Uno stimolo alla riflessione in questo momento così tormentato e anche attuale alla luce di delle rivolte di questi giorni negli Stati Uniti dopo l’uccisione dell’afroamericano George Floyd da parte di un poliziotto».
«Se non ripartono i luoghi della cultura la vita è più povera e sono orgoglioso del fatto che da un piccolo teatro come il nostro- dice ancoira Pizzech - sia nata una cosa del genere. Perché bisogna imparare a rivalutare le periferie, i territori, è da qui che arrivano le spinte e fortse ora più che mai».
«Una bellissima iniziativa, siamo un territorio che valorizza la cultura e il teatro, e il messaggio che vogliamo trasmettere è che non si può prescindere da queste ricchezze, quelle che nutrono lo spirito, che fanno crescere»: il sindaco di Cecina Lippi si sente particolarmenrte coinvolto in questa operazione riapertura. Lui la notte tra il 14 e il 15 ci sarà, tra il pubblico, lui che la sera della bella e affollatissima festa di inaugurazione dopo i lavori di ristrutturazione prima che calassero tutti i sipari, il 1° febbraio ,era invece sul palco del De Filippo, a cantare con il suo gruppo, i “Red Star”. —
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