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C’è meno voglia di scoprirsi e il costume intero trionfa

C.G.
C’è meno voglia di scoprirsi e il costume intero trionfa

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LIVORNO

Sarà solo l’effetto psicologico dello spaesamento di questi ultimi mesi risucchiati dall’emergenza coronavirus che ci ha reso meno spavaldi, saranno i chili in più accumulati in quarantena, oppure un inconscio quanto irrazionale bisogno di “proteggersi” anche coprendosi.

Insomma solo una minoranza, forse i più giovani, è davvero entrata in modalità estate e ancora meno sono quelli entrati in modalità mare&spiaggia.

Meno voglia di scoprirsi: devono averlo previsto i produttori di costumi da bagno che in questi mesi hanno fatto i salti mortali per non rischiare di perdere tutta la stagione 2020, tra incubo mare vietato, negozi in crisi e chiusi, netto ritardo per le consegne. Così in molti hanno puntato su un cavallo sicuro, per quanto riguarda il mutevole mercato femminile (quello maschile non richiede grandi aggiornamenti), ossia il costume intero e i coordinati, soprattutto camicie ampie e trasparenti, abiti leggeri e lunghi da abbinare al monopezzo.

Certo, le collezioni in realtà erano già state disegnate quando il mondo si è capovolto, ma pare che qualche piccolo intervento sulla produzione sia stato fatto e oltre a ridurre i quantitativi si è anche provveduto a puntare di più sui modelli che potevano meglio “reggere” l’urto di questa incredibile e incerta estate.

Quindi, dai prontomoda ai marchi “da catena” come Yamamay, Calzedonia, Tezenis, ma anche nella fascia media e medio-alta del mercato intimo-mare, meno assortimento degli anni passati e appunto molti costumi interi, capi che si possono utilizzare anche come body o sotto-giacca. E la spesa si rivela anche un po’ più facile da digerire. —

C.G.

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