Gioco
Nek, le canzoni dell’isolamento Ecco “Il mio gioco preferito”
LUCA TRAMBUSTI
Quello di Nek è il primo disco dei grandi autori pop che esce dopo la pandemia. Il cantautore di Sassuolo riprende il discorso laddove l’aveva lasciato circa un anno fa. “Il Mio Gioco Preferito – Parte Seconda” è infatti il proseguimento discografico del volume precedente. Un nuovo tassello con delle differenze rispetto al volume 1 che risente delle condizioni degli ultimi mesi. «Lo scopo di ogni disco - spiega Filippo Neviani - è di condividere sensazioni ed emozioni, ancor più ora con i rapporti umani limitati. Ho avuto la fortuna di vivere l’isolamento nella serenità di casa, con la possibilità di ritagliarmi momenti ispirativi che peraltro ancora oggi sono parecchi. Ho scritto molto - prosegue - ed ho canzoni nuove per i progetti futuri». “Il Mio Gioco Preferito – Parte Seconda” è un disco composito in fatto di scrittura. «Ci sono cose scritte tempo fa, qualcosa escluso dalla parte 1 del disco e brani nuovi figli dell’isolamento. Mettere insieme il disco non è stato facile o scontato. Solo l’impegno e la costanza di tutti l’hanno reso possibile». Anche l’aspetto musicale è differente dal precedente album. «Nella prima parte - spiega l’autore - c’erano molti strumenti, era più pomposo; qui ci sono suoni anni 80 con un’operazione di sottrazione ed essenzialità». In merito alle tematiche svela: «Ci sono concetti diversi che trattano di vita con punti in comune tra me e l’ascoltatore. A volte io sono cantastorie a volte protagonista ma sempre transfer di emozioni.” Come detto da Nek anche l’attualità è entrata nel disco e così “Sarà Bellissimo” è una fotografia del lockdown e del “ritorno”. “Nel brano - dice Nek - ognuno di noi è paragonato ad un soldato dopo la guerra o a un astronauta al rientro. È scritto - confessa - pensando al medico in corsia, lontano dalla famiglia, come un soldato, che torna a casa e dice che è bellissimo tornare alla vita, a ciò che abbiamo ritenuto ovvio e scontato.” Tra le tracce spicca “Ssshh!!!”, la più dura tra le dieci del disco e anch’essa riferita all’attualità. “E’ un brano deciso - lo definisce Nek - In questi giorni si dicono tante cose che in realtà non dicono nulla. Sarebbe meglio allora fare silenzio. Si parla troppo e si fa poco. Siamo tutti esperti e c’è sempre chi ha un parere migliore del tuo e lo esprime alzando la voce, con arroganza.” Anche Nek è rimasto orfano dei concerti e così, nonostante tutto, per presentare il disco ha deciso di suonare live a porte chiuse in una piazza della sua Sassuolo. “Abbiamo registrato un concerto dando la possibilità di lavorare, badando alla sicurezza, a quei tecnici che mi accompagnano dal vivo, categoria molto colpita da questo blocco.” Un vero e proprio live con i brani del nuovo album e alcuni del suo repertorio, che sarà trasmesso in anteprima integrale questa sera, dalle ore 21:00, in radiovisione su RTL 102.5 e in streaming sul sito della radio. A seguire verrà reso disponibile anche su YouTube. A proposito dei live mancanti Nek dice. “Stiamo lavorando per capire cosa e come fare ma navigando tutti a vista. Certo il Governo avrebbe potuto fare qualcosa di più per lo spettacolo». —
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