Il Tirreno

il disco 

Peppe Fonte omaggia il genio di Pino Pavone e di Piero Ciampi «Ho scelto il meglio»

Luca Trambusti

Dieci tracce su due artisti che scrissero insieme numerosi brani: «Collaborazione sconosciuta a tanti»

4 MINUTI DI LETTURA







«Questo disco – dice Peppe Fonte – è un doppio omaggio: a Piero Ciampi e a Pino Pavone. Un livornese ed un calabrese che hanno scritto tante cose insieme».

Così dice il cantautore di Catanzaro in merito al suo album dal titolo “Le Canzoni di Piero Ciampi e Pino Pavone”.

«Pino Pavone – prosegue Fonte – è uno dei pochi che è riuscito a scrivere con Ciampi. Insieme hanno firmato i testi di molte composizioni. Ma questo pochi lo sanno».

Il disco, già disponibile in digitale e nelle librerie in questi giorni, contiene 10 tracce: cinque a firma Ciampi/Pavone, due di Ciampi, una di Pavone e due inediti di Fonte/Pavone.

«Scegliere le canzoni di Ciampi – spiega il calabrese – è stato semplice, ho selezionato le migliori secondo me. I due inediti firmati con Pavone – prosegue – sono invece molto vicini al mondo ciampiano».

«Il testo di “Questi Poeti” – il titolo di una delle due composizioni – è la ricostruzione dei poeti maledetti visti dagli occhi di Ciampi. È tratto da un manoscritto trovato dopo la sua morte. “Figlia Di Mare” – l’altro inedito Fonte/Pavone – è anch’esso l’elaborazione di un testo trovato in una valigia di Ciampi lasciata a casa di Pavone».

La Calabria è stata una delle tante tappe nel girovagare del poeta livornese.

In uno di questi viaggi Ciampi lasciò a casa Pavone una valigia di cui spiega Fonte, che da ragazzino conobbe Ciampi e ne fu affascinato.

«Ci sono scritti di Piero, tanti indecifrabili, scarabocchi, frammenti strappati e poesie. Cose scollegate senza una forma. Ci sono anche le divertenti formazioni delle varie nazionali che lui si inventava con nomi di fantasia dei giocatori».

Il calcio è una passione che accomuna Fonte e Ciampi. Infatti il cantautore ed avvocato di Catanzaro ha un passato da calciatore.

«Ho militato nel Catanzaro sino alla serie B. Dicono che fossi bravo ma ero solo talento, mi mancava il rigore necessario ad un professionista. Ai tempi mi dividevo tra calcio, musica e poi l’università. Alla fine – dice sorridendo – ho scelto la musica mentre con la giurisprudenza ci campo».

La professione di avvocato è, oltre alla comune frequentazione di Ciampi e la musica, ciò che lega Pino Pavone e Fonte.

Il primo condivide il suo studio legale romano con Roberto Ciampi, fratello di Piero.

La targa che appare in copertina è quella sulla porta del loro ufficio. «È proprio l’esperienza da avvocato di Pino – dice Peppe – che gli ha fatto scrivere “In Un Palazzo Di Giustizia”, il brano che apre il cd».

Certo confrontarsi con Ciampi non è facile, già altri l’hanno fatto (incluso Bobo Rondelli).

«Ciampi è abusato – dice Fonte – e volevo trovare un modo unico, non banale di riproporlo. È la mia visione, come io ho sentito queste canzoni sin da bambino. Le ho cantate come se fossero mie, senza pensare agli autori reali».

Anche gli arrangiamenti sono molto particolari, virati al jazz (i musicisti arrivano da quel mondo) segnati dalla presenza di un sax emozionante e caldo. Peppe Fonte fin da piccolo, per la sua diretta conoscenza, restò ammaliato da Ciampi.

«È stato determinante nella mia formazione culturale ed umana – dice – Anche quando parlava lo faceva in modo poetico. Tra chi lo ha amato è difficile non avere ricordi positivi. Certo – ammette – ci metteva del suo per non essere amato. Eri sempre in tensione con lui. Molti ti raccontano che relazionarsi con Piero era difficile. Solo con il fratello e con Pino non era aggressivo e c’era tanto rispetto reciproco. Certo – ammette l’avvocato/cantautore – c’era di mezzo l’alcool che non facilitava. Ma lui si ubriacava quando doveva cantare. Aveva una paura fottuta di farlo davanti agli altri perché temeva di non essere apprezzato. Sapeva di essere il più bravo e di non essere capito, quindi, per lui, cantare ubriaco o no era indifferente. Uno sempre sbronzo non avrebbe potuto avere una così grande lucidità di scrittura. Il vino era un modo per esorcizzare la paura ma amava la vita ed era sempre poetico»

Peppe Fonte ci regala, con la sua sensibilità, un ennesimo scorcio sull’affascinante mondo poetico di Ciampi e sul prezioso legame con Pino Pavone. Disco non solo per amanti di Ciampi ma anche per coloro che apprezzano le belle canzoni. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web