Gioco
Palazzo Pitti riapre al pubblico con le opere di Giovanna Garzoni
A cura di Sheila Barker, è dedicata alla pittrice barocca di origini marchigiane, amica di Artemisia Gentileschi Fino al 28 di giugno
FIRENZE
Il tocco gentile, gli arabeschi cromatici, la grazia originale, la curiosità intellettuale e la fantasia di Giovanna Garzoni, sfidano l'incubo dell'epidemia, rompono il cerchio della clausura e conquistano trionfalmente gli spazi dell’Andito degli Angiolini di Palazzo Pitti dove oggi si inaugura la prima grande mostra a cura di Sheila Barker, dedicata alla pittrice barocca di origini marchigiane, amica di Artemisia Gentileschi.
Fiori, piante e conchiglie esotiche, strani insetti, animali dall’espressività quasi umana, le forme della natura poeticamente rivisitate sono protagoniste di un percorso che mette insieme un centinaio di opere, tra dipinti, disegni, miniature su pergamena, oltre ad un grande paliotto a tema floreale di 4 metri di lunghezza, accompagnate e poste in dialogo con porcellane antiche, avori e bronzi rinascimentali.
«Con questa rassegna – ha dichiarato il direttore degli Uffizi Eike Schmidt - intendevano celebrare una grande figura femminile nella ricorrenza della Festa della Donna. Ibernata dal lockdown la mostra diventa adesso il simbolo del ritorno alla vita normale e sancisce la rinascita della Reggia dei Granduchi dopo un lungo momento di buio e silenzio».
Originaria di Ascoli Piceno dove nacque intorno al 1600, Giovanna Garzoni incrementò notevolmente il proprio linguaggio stilistico grazie alla spiccata indole itinerante che la rese una delle pittrici più colte e cosmopolite della sua epoca. Visse alle corti di Venezia, a Torino, fu a lungo a Firenze con i Medici, quindi a Napoli, in Francia, dove ebbe modo di realizzare il ritratto del Cardinale Richelieu (presente in mostra) e persino in Inghilterra, alla corte di Carlo I, come provano i documenti che per la prima volta vengono esposti in questa occasione. Cruciale nel suo itinerario umano e artistico fu l'amicizia con Artemisia Gentileschi, con cui condivise viaggi ed esperienze e che costituì per lei, più giovane di alcuni anni, un modello e una fonte di ispirazione. Abile nel garantirsi il favore dei committenti, l’artista si specializzò nella miniatura su pergamena, eccellendo in particolare nella rappresentazione di oggetti esotici e soggetti tratti dal mondo vegetale e animale.
Da segnalare le preziose miniature floreali con vasi di foggia cinese e conchiglie provenienti da paesi tropicali e le tante nature morte con frutta, piante esotiche e piccoli animali (insetti, lumache, uccelli, cavallette), fino all’opera simbolo della mostra, la celebre “Canina con biscotti e una tazza cinese” conservata agli Uffizi, che campeggia sulla copertina del catalogo edito da Sillabe. Fino al 28 giugno.
Info e prenotazioni 055 290383. —
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