Il Tirreno

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Musei alla prova della riapertura I turisti agli Uffizi solo dal 3 giugno

Gabriele Rizza
Musei alla prova della riapertura I turisti agli Uffizi solo dal 3 giugno

La data slitta al giorno della ripresa dei collegamenti internazionali. Via anche al Pecci, dal giovedì alla domenica

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FIRENZE

Ripartenza o rinascita, il nuovo corso che la pandemia ha impresso alla riapertura dei luoghi culturali del nostro Paese non è operazione scontata.

E pare, invece, dover percorrere una strada piena di difficoltà.

Oltre alle procedure sulla sicurezza che richiedono tempo e soldi, grava l'incognita di un'economia ferma e di un turismo, soprattutto internazionale, di cui al momento si ignorano i confini geografici e i tempi della ripresa.

Dal 3 giugno riaprono le frontiere, ma i flussi a cui siamo stati abituati negli anni non torneranno prima di parecchio tempo.

Il settore è in sofferenza e le città d'arte denunciano uno stato di salute a dir poco critico.

Da un lato serve l'intervento dello Stato (il ministro Franceschini fa sapere che nell'ultimo Dl per cultura, turismo e spettacolo ci saranno 5 miliardi) dall'altro, se la stagione del Coronavirus ci ha insegnato qualcosa, bisognerà provare a rimodulare quell'idea di città-museo usa e getta sotto forma di impresa che si è preferito promuovere.

Troveremo il modo di dare ai nostri “beni culturali” un respiro diverso rispetto a quello che è stato finora?

Riusciremo a non confinare la cultura nel quadro del mero risultato economico?

A non farne solo una questione di numeri?

Intanto i musei fanno prove di riapertura (ma non tutti: a Firenze ad esempio quelli civici per il momento restano chiusi).

Dovranno affrontare una drastica riduzione dei visitatori e con una modalità di fruizione mai sperimentata prima, le cui regole alle quali tutti devono attenersi sono: vietato l'ingresso a persone con temperatura corporea superiore a 37,5 gradi (viene misurata a tutti con termoscanner agli ingressi); obbligo di indossare la mascherina per tutta la durata della visita; disinfettarsi le mani con il gel; mantenimento della distanza interpersonale di un paio di metri; percorsi a senso unico; proibito ogni assembramento; gruppi di non più di 10 persone; guide turistiche dotate di sistema whisper; prenotazione obbligatoria online.

A Firenze da oggi, solo nei fine settimana, riapre al pubblico il complesso dell'Opera del Duomo (Museo, Cattedrale, Battistero, campanile di Giotto, ingresso gratuito per tutto il mese di maggio) mentre rimarrà chiusa fino al 18 giugno la Cupola del Brunelleschi per lavori di manutenzione all'impianto di illuminazione, ma con una drastica contrazione degli ingressi giornalieri che da oltre duemila scendono a 144.

Un ridimensionamento anche economico che si riflette sulla programmazione culturale (le celebrazioni per i 600 anni della Cupola, le rassegne “O Flos Colende” e “Note al Museo”) che viene praticamente azzerata (info www.duomo.firenze.it).

Dopo una serie di annunci e di date, si era parlato del 25 maggio, poi del 28, restando a Firenze, dopo il Giardino di Boboli, che è stato riaperto da ieri, il direttore Eike Schmidt ufficializza la riapertura di Palazzo Pitti il 28 maggio e quella degli Uffizi il 3 giugno, in sostanza dal giorno in cui le frontiere tornano aperte e, almeno in teoria, potrebbero arrivare turisti anche da fuori Italia.

Mentre Arturo Galansino annuncia che "Aria", la personale di Tomás Saraceno (il primo artista per cui si sono aperti i laboratori del Cern), allestita in Palazzo Strozzi riaprirà i battenti il primo giugno per chiuderli il primo novembre.

A Prato anche il Museo Pecci è pronto ad accogliere il pubblico (per il momento da giovedì a domenica, dalle 12 alle 20, ingresso gratuito fino a giugno) e annuncia le nuove iniziative, mentre è prorogata al 23 agosto “The missing planet”, sguardo acceso sulle ricerche artistiche sviluppate dagli anni Settanta a oggi nelle ex repubbliche sovietiche.

A partire dal 4 giugno, fino al 23 agosto, l’offerta espositiva sarà arricchita dalla prima mostra italiana dedicata a Ren Hang, fotografo cinese noto soprattutto per la sua ricerca sul corpo, fra identità e sessualità, di cui verrà esposta una selezione di scatti che ne ricostruisce il percorso prematuramente interrotto dalla morte avvenuta nel 2017 a soli 30 anni.



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