Il Tirreno

da oggi in libreria 

“16 Marzo - L’ultima notte” Achille Lauro e il suo viaggio

Luca Trambusti
“16 Marzo - L’ultima notte” Achille Lauro e il suo viaggio

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Da oggi è in libreria “16 Marzo – L’Ultima Notte” (Rizzoli) il secondo libro di Achille Lauro che arriva dopo il suo esordio librario avvenuto ad inizio 2019 con “Sono Io Amleto” in cui, in una sorta di libro diario, raccontava la sua vita, il riscatto e la salvezza con la musica. Da allora tante cose sono successe ed il musicista romano è salito agli onori della cronaca, osannato da critica e pubblico ma al contempo anche divisivo. Le sue apparizioni e performance hanno alzato l’asticella in un misto di provocazione e di spettacolarità, portandolo ad una grande visibilità mediatica. In lui si è identificato un nuovo modello culturale, lo si è classificato come archetipo della fluidità giovanile, del non rispondere e non riconoscersi mai con modelli fissi e scontati. In effetti i suoi percorsi sono sempre sghembi, imprevedibili, dettati da una ricerca di visibilità ma anche dalla voglia di essere o apparire sempre diverso; un novello “uno nessuno e centomila”. Anche questo “16 Marzo – L’Ultima Notte” fornisce una nuova veste di Achille Lauro. Il libro è il viaggio (di un giorno) tra materialismo e spiritualità, tra poesia e cinismo, è una storia d’amore (che è Inferno e Paradiso, sofferenza e passione) e la costruzione di un personaggio. È tutto un intrecciarsi di fantasia e realtà, tra biografia e personaggi romanzati. Il tutto condito con autocitazioni, citazioni colte e bibliche. In “16 Marzo – L’Ultima Notte” alto e basso si toccano diventando un blocco unico. Tra i contenuti del libro si trovano molti stralci del “Lauro-Pensiero” (tra queste l’emblematica frase “Non avere non è una condizione ma un’ossessione, una malattia”). È difficile trovare una precisa trama o un unico livello di lettura in questo libro che è un alternato mash-up di storie e contenuti, in una scrittura a tratti banale a volte più difficile e di “alto profilo”; tuttavia mai uguale a sé stessa o lineare ed in cui colpisce l’uso della parola. Ci può essere di tutto: o il genio (incompreso) o la sopravvalutazione del personaggio. In fondo non è chiaro se il libro vuole essere una sorta di flusso di coscienza o semplicemente un onirico “delirio” visionario di un giovane artista alla ricerca di qualcosa. Tutto comunque sembra molto, fin troppo, ricercato, poco spontaneo (a partire dalla veste grafica ed impaginazione del libro). Ma questo è l’obbiettivo di Achille Lauro, la sua voglia di rompere schemi e tradizioni alla ricerca di una visibilità più o meno confortevole e meritata. “16 Marzo – L’Ultima Notte” si affianca a “16 Marzo”, il quasi omonimo nuovo singolo uscito lo scorso aprile, in cui arriva l’ennesima svolta artistica. Abbandonato il rock questo nuovo episodio porta Achille Lauro a muoversi in un terreno tra la canzone d’autore e la ballata pop. Ormai però l’ex rapper/trapper/rocker romano ci ha abituati alle sue divagazioni, alle sue provocazioni passando da una vita da tossico ai lustrini di Gucci incrociando un moderno “San Francesco” sanremese che si spoglia di lussuosi abiti griffati. Insomma, grazie anche ad un attento lavoro mediatico, incuriosisce o irrita ma difficilmente Achille Lauro può essere ignorato. —

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