Toscana
Luci e ombre a San Siro Sei donne, un derby e mille colpi di scena nel romanzo di Luigi Carletti
Un intreccio di storie intorno a una partita giocata nel 2008 Nulla o quasi è ciò che sembra e il lettore viene “rapito”
Sì, c’è una partita vera sullo sfondo, in quel grande stadio dove non c’è un posto vuoto. È un derby di Milano del 2008, fine campionato, un derby vinto dal Milan con l’Inter che poi comunque farà suo il terzo scudetto di fila di una serie di cinque. E, due anni dopo, anche il Triplete.
Ma non è un libro di calcio, di pallone e neanche di sport. La partita è lo sfondo, lo scenario di una storia che all’inizio sono sei e che poi diventano un tutt’uno. Sei storie di donne, “Sei donne a San Siro” appunto, come il titolo del libro di questo romanzo noir di Luigi Carletti, giornalista e scrittore piombinese. È il sesto di una serie di otto, già uscito in Francia nel 2013 (editore Liana Levi) con un titolo leggermente diverso “Six femmes au foot” e con grande successo di pubblico e di critica. Sette anni dopo arriva anche la versione italiana.
Fin dalle prime pagine nulla o quasi di ciò che appare è come sembra. E sei storie che all’inizio sembrano così diverse l’una dall’altra finiscono per incrociarsi ben oltre le fisionomie delle protagoniste. C’è Guendalina, una ragazza che non paga il biglietto e per entrare elude i controlli con sforzi degni di una rapina a Fort Knox. C’è Lola, radiocronista brasiliana inseguita da un tipo a metà fra lo stalker e l’aguzzino. C’è un’agente di polizia, che si chiama Letizia, che guida altri agenti, una quindicina, camuffati non sempre alla perfezione da normali spettatori. E poi troviamo Renata, una signora bloccata su una sedia a rotelle. E Ninì, che con un entusiasmo vicino allo zero si fa trascinare in tribuna vip dal marito tifoso e traditore. Per ultima Gemma, anziana vedova che frequenta San Siro da mezzo secolo e che porta con sé anche la sciarpa del marito da poco scomparso al quale va avanti a pagare l’abbonamento per continuare a sentirlo accanto nel posto occupato praticamente da sempre.
Le storie si intrecciano con la narrazione della partita, che resta sempre molto sullo sfondo, ma fa da filo conduttore con una sequenza di colpi di scena ben superiore a quelli – tanti – fra nerazzurri e rossoneri. L’autore, prima di scrivere questo libro, ha vissuto più di una sfida sugli spalti dello stadio milanese, ha visitato spogliatoi, tunnel di servizio, tribune vip e curve, sale comando della polizia e, infine, ha limato il racconto vivendo attimo per attimo la partitona che fa da sfondo.
La cura dei particolari si ritrova puntualmente in una narrazione che finisce per rapire chi legge, per risucchiarlo nei meandri di questo fiume pieno di gorghi e mulinelli rappresentati da sorprese e colpi di scena. I particolari, appunto, rendono questa narrazione quasi una radiocronaca delle altre sei partite “recitate” dalle protagoniste. Al pari di una delle voci di “Tutto il calcio minuto per minuto”, la lettura riesce a far “vedere” i particolari, gli scenari, a un certo punto anche alcuni aspetti della partita che si gioca in campo. Non tutti, solo quelli funzionali alla narrazione.
Nello stile della scrittura si coglie anche la ricerca del dettaglio tanto cara alla scuola della cronaca, dentro la quale l’autore si è formato proprio nelle redazioni di questo giornale. E il libro guadagna in freschezza e spontaneità, rendendo facile la comprensione di eventi complessi.
Carletti, dopo aver lavorato al Tirreno, è stato caporedattore e direttore di giornali locali del Gruppo L’Espresso e di Kataweb, ha realizzato inchieste per Repubblica. Ma a un certo punto il recinto del giornalismo si è fatto stretto e fin dal primo romanzo (“Una traccia nella palude”) del 1986 si è costruito un percorso parallelo fino a “Supernotes”, romanzo-verità sulle vicende dell’agente segreto Kasper, best-seller pubblicato nel 2014 in numerosi paesi con decine di migliaia di copie vendute.
“Sei donne a San Siro” è finzione che sembra realtà e in coda al libro mai come in questo caso non appare solo un doveroso rituale la formula “Ogni riferimento a fatti e persone della realtà è puramente casuale. Niente di quanto è stato raccontato corrisponde, in alcun modo, a episodi o eventi accaduti”. Sì, perché nel seguire queste storie si finisce per l’esserne coinvolti al punto da rischiare di non sapere più se emergono solo dalle pagine di un libro o se sono frutto di cronaca reale, già letta sui quotidiani o vista in tv.
Un libro che appare già pronto per diventare sceneggiatura di un film. I colpi di scena sono sorprendenti ma mai inverosimili, il senso della misura viene minuziosamente rispettato anche nelle fasi di maggiore intensità senza far mancare tratti ironici in mezzo a pathos e ritmi mozzafiato. Il tutto con il pallone che è contorno discreto, tipico scenario con solide basi al maschile e con le donne assolute protagoniste che emergono su uno sfondo di 90 mila persone che sono al tempo stesso palcoscenico e spettatori inconsapevoli.
Quando si arriva alla fine verrebbe voglia di ricominciarla subito un’altra storia così, questa partita nella partita fatta di commedia, dramma e ironia. Luci e ombre a San Siro, nebbia che si dissolve pagina dopo pagina grazie al vento delle emozioni. —
twitter: @s_tamburini
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
