Il Tirreno

Addio Astrid La fotografa bionda che scoprì i Beatles e ne divenne “sorella”

Addio Astrid La fotografa bionda che scoprì i Beatles e ne divenne “sorella”

I favolosi quattro furono “scoperti” in un locale di Amburgo Fu lei a suggerire l’acconciatura a caschetto passata alla storia

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LONDRA

E' morta la ragazza che ha inventato i Beatles. Per i milioni che conoscono bene la storia dei Fab Four, Astrid Kirchherr è una figura cruciale, avvolta da una propria aura mitologica. Un'icona nell'icona. Non solo è stata lei ad accoglierli nella sua cucina ad Amburgo, quando John, Paul e gli altri ragazzi di Liverpool erano un gruppo rock scapestrato che suonava in locali quasi malfamati come il Kaiserkeller ben prima di essere le star più famose del globo, ma soprattutto è la persona che per prima dette forma all'"icona Beatles": con fotografie che ancora oggi, 60 anni dopo, fanno parte dell'immaginario collettivo.

E questo senza parlare del fatto che fu Astrid - allora giovane bohemienne dedita all'esistenzialismo, innamorata dal primo bassista dei Beatles, Stuart Sutcliffe - ad inventare, nè più nè meno, il caratteristico taglio dei capelli a caschetto, di lì a poco copiato e replicato all'infinito in tutto il mondo, quando la beatlemania globale dette il via ad una tempesta perfetta - musicale, artistica, sociale - di cui oggi ancora sentiamo il fragore delle onde.«Ha influenzato l'immagine dei Beatles più di chiunque altro»: parola di George Harrison. Astrid Kirchherr è morta tre giorni fa, a 82 anni, nella sua Amburgo, la stessa che accolse i Beatles nel 1960. Ragazzi giovanissimi, che non erano mai usciti dai confini d'Inghilterra, appassionati di rock'n'roll e di soul americano, vestiti di pelle nera, dall'allegria contagiosa, dal talento esplosivo, che in pochi ancora conoscevano. Per loro fu come se qualcuno avesse le porte di un mondo nuovo: un mondo in cui si fondevano la musica, l'arte, la fotografia, l'amore.

L'incontro al Kaiserkeller è stato come fulmine del destino: lei era con Klaus Voormann, allora il suo fidanzato, pure lui bassista ma anche grafico (è l'autore della celeberrima copertina dell'album "Revolver", del '66). Pero' lei s'innamorò di Stu Sutcliffe («l'amore della mia vita», ha sempre detto), che ancora suonava il basso nel gruppo, così come alla batteria ancora era seduto Pete Best, ben prima di Ringo Starr.

Ma in un certo senso tutti amavano Astrid: misteriosa e affascinante, bionda con i capelli corti: Astrid conosceva i Beatles come non li ha mai conosciuti nessuno, nel frangente esatto in cui tutto stava cambiando. Ancora poche settimane fa - lo riferisce oggi la Zeit - Astrid Kirchherr con la sua voce bassa raccontava "come fosse stato ieri" di un suo incontro di tanti anni prima con John Lennon. «Venne a casa mia e mi disse delle sue pene d'amore», spiegò Astrid, ripetendo che la sua casa era diventato il rifugio di John e degli altri, in quegli anni selvaggi e formidabili insieme a quelli che lei, senza alcuna presunzione, ha sempre chiamato "i miei ragazzi". Diceva, Astrid: «Erano tutti così giovani, ed io ero così diversa. Avevo qualche anno in più di loro, avevo il mio appartamento, la mia macchina, la mia carriera. Non avevano mai incontrato nessuno come me prima». Le sue foto in bianco e nero di quei mesi sono tra le più belle e significative mai scattate del sogno nascente chiamato Beatles. Anche Astrid, dopo un pò, cominciò a diventare una celebrità: le sue foto iniziarono a fare il giro del mondo, con mostre in Giappone, Australia, Stati Uniti e Italia. —

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