Gioco
Il sorriso del “Traditore”, Bellocchio trionfa per la regia e gli attori Favino e Lo Cascio
Ieri su RaiUno gli Oscar del cinema italiano in versione virtuale. E Benigni scherza: «È il Covid di Donatello»
Il trionfo del «Traditore» di Marco Bellocchio, vincitore del David di Donatello 2020 per la migliore regia, inizia a prendere corpo con la vittoria della squadra degli sceneggiatori, dal regista a Valia Santella, Francesco Piccolo e Ludovica Rampoldi.
Il miglior attore è Pierfrancesco Favino, diventato, nel film, un Tommaso Buscetta scosso da rimorsi, ricordi e tormenti. Il premio al non protagonista va a Luigi Lo Cascio che, nel film, interpreta il boss Totuccio Contorno. Il grande sconfitto è Roberto Benigni, Geppetto nel «Pinocchio» di Matteo Garrone. Il suo discorso, prima dell’annuncio dei premi «Covid di Donatello», riscalda la serata: «Sono la categoria più colpita, perchè io, come sapete, abbraccio, bacio e tocco tutti».
La migliore attrice è Jasmine Trinca per «La dea fortuna» di Ferzan Ozpetek, abbracciata e baciata, in diretta, dalla figlia cui ha dedicato il riconoscimento.
Il Presidente Mattarella, che non ha potuto accogliere, come tutti gli anni, in Quirinale, i candidati ai David, ha inviato un messaggio che ha aperto la serata in cui ha voluto «esprimere sentimenti di vicinanza e di solidarietà per tutti i lavoratori dello spettacolo, cinema, teatro, musica, lirica, danza, e alle loro famiglie che, in questo periodo stanno compiendo sacrifici e affrontando pesanti difficoltà». L’augurio del Presidente «o se vogliamo il sogno» è che «la imminente e complessa fase di rinascita economica, così come accadde dopo la guerra, con i capolavori del neorealismo, sia accompagnata da una nuova esplosione di creatività, di cultura, di arte, e di bellezza».
Il direttore artistico
Un’edizione difficile, quasi una prova di forza. Il presidente e direttore artistico dell’Accademia dei David Piera Detassis dice di aver vissuto la sfida «come una grande responsabilità», nella speranza che si trovasse «il tono giusto per raccontare che il cinema c’è, ed è vicino al Paese» e che, proprio nei lunghi giorni di isolamento, «con le sue voci, con le sue storie, ha fatto compagnia a tanti».
Più che un nuovo inizio, la cerimonia di ieri, dice Detassis, segna la necessità di ricominciare «innovando e immaginando un futuro diverso. Saltare l’appuntamento avrebbe significato vanificare il valore dei voti» e, soprattutto, di «una stagione che, per il cinema italiano, fino all’interruzione del Covid, era stata splendida. Insomma, era bello andare avanti, nonostante le difficoltà». Se c’è una spina nel fianco è l’assenza di donne tra i candidati ai massimi premi: «Non è un problema dei David, ma dell’intero sistema cinematografico. Bisogna avere più fiducia nel protagonismo femminile. Spero tanto che il rinnovamento a cui tutti pensiamo contempli anche questo argomento. Non possiamo essere un Paese che non investe sulle donne e in cui la voce femminile non viene poco considerata».
Premi annunciati
L’icona Franca Valeri, capace di rivoluzionare l’immagine femminile dal secondo dopoguerra a oggi, vince il David Speciale ed è tra le star più applaudite della serata. Momenti di commozione anche per gli omaggi a Federico Fellini e a Alberto Sordi, festeggiati a cento anni dalla nascita . Il ricordo di Sordi è stato affidato a interventi di Paola Cortellesi, Christian de Sica, Sabrina Ferilli, Alessandro Gassmann, Luciana Littizzetto, Leonardo Pieraccioni, Vincenzo Salemme e Carlo Verdone. Vincitori del David dello spettatore, tra i primi a ricevere il trofeo, durante la cerimonia condotta da Carlo Conti dallo studio 2 di via Teulada, Salvo Ficarra e Valentino Picone che, con «Il primo Natale», hanno raggiunto una platea di 2.363.303 persone.
I David senza il cinema
Schermi, insegne, cartelloni. Alle 21,25, tutti insieme, mentre si alza il sipario sulla 65esima edizione dei David, i cinema italiani hanno lanciato un segnale che è, insieme, grido di dolore e bandiera di resistenza: «Le sale cinematografiche italiane - ha dichiarato il presidente dell’Anec Mario Lorini - riaccendono le proprie luci con l’augurio di un ritorno alla piena normalità, a nome di tutta l’industria del cinema. Vogliamo lanciare un segnale importante per ricordare a tutto il pubblico che le sale ci sono e attendono il momento giusto per riaprire. In quel momento, avremo bisogno di tutto il calore e la passione dei nostri spettatori». Con l’hashtag «riaccendilcinema», le associazioni che raccolgono gli esercenti italiani hanno lanciato un flashmob che, ieri, insieme ai proclami di quasi tutti i premiati, sintetizza umori e paure del nostro cinema. Nonostante l’esplosione delle piattaforme e il moltiplicarsi delle uscite in streaming, le sale restano « luoghi di incontro, partecipazione e scambio culturale» cui non si deve rinunciare. —
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