Gioco
Il Fai riapre il sipario: «Entro fine maggio via libera ai giardini e poi ai monumenti»
Tra plexiglass e distanziamento i beni tornano visitabili. E da ieri si può votare per i Luoghi del cuore edizione 2020
ROMA. «A fine mese riapriremo i beni del Fai». Lo dice il vicepresidente esecutivo del fondo Ambiente Italiano, Marco Magnifico, presentando la decima edizione del censimento nazionale de I luoghi del cuore. «Se penso a tutto quello che affrontarono all'inizio i nostri fondatori - dice Magnifico - o alla fatica che abbiamo fatto per arrivare ai 2,2 milioni di voti nell'ultima edizione del 2018 de I luoghi del cuore, mi viene da dire che non c'è nulla di facile nella vita. Diciamo che la forza che ci dà la sensazione di fare veramente un servizio sociale per la comunità ci fa superare tutto. Dunque - spiega - riapriremo a fine mese, prima partendo dai giardini storici e poi passando ai monumenti più ampi, quelli dove è possibile che ci sia una distanza sociale certa. Stiamo, ovviamente, provvedendo a tutte le misure necessarie, dai plexiglass alle casse ai bolli per terra per il distanziamento tra le persone in fila per il biglietto, ovvero tutti quei provvedimenti che deve osservare chiunque si occupi di accoglienza del pubblico».
Case montane, sentieri secolari, chiesette e castelli arroccati sulle vette. Ma anche farmacie storiche o ospedali nati nel Rinascimento e ancora fondamentali nella vita di tutti. Con due premi speciali dedicati alle bellezze dell'Italia sopra i 600 metri e, in piena emergenza Coronavirus, ai luoghi storici della salute, è partita ieri la decima edizione de I luoghi del cuore del Fai, censimento con il Patrocinio del Mibact, che fino al 15 dicembre invita tutti a votare i luoghi italiani che più amano e che vorrebbero vedere «salvati», tutelati e valorizzati. E tra i volti celebri testimonial dell'iniziativa c'è già chi ha scelto i suoi luoghi del cuore in Toscana: è il caso dell'attore pisano Renato Raimo che ha proposto il Monte Pisano e dell'attore romano Massimo Wertmuller che invece ha puntato il dito su un classico, l'Abbazia di San Galgano a Chiusdino, in provincia di Siena. «In questi due mesi di quarantena - racconta il vicepresidente esecutivo del Fai, Marco Magnifico che in occasione della conferenza web annuncia la riapertura dei beni del Fai a fine mese - gli italiani sembrano aver riscoperto quanta voglia di Italia hanno. I luoghi del cuore incarnano questo amore, spesso campanilistico, un pò come siamo noi». Dal 2003 a oggi, la campagna è diventata cassa di risonanza in favore di piccole e grandi bellezze da non dimenticare, con 119 progetti promossi in 19 regioni, più di 7 milioni di voti ricevuti - 2,2 solo nel 2018 - più di 800 comitati nati e una mappatura unica e spontanea di oltre 37 mila beni. Tra le vittorie, ricorda la responsabile del progetto, Federica Armiraglio, «c'è il recupero e l'apertura della Tomba degli scudi nella Necropoli Monterozzi di Tarquinia». O le piccole case montane al Giardino della Kolymbethra nella Valle dei Templi di Agrigento. «Le notai nel '99 quando ci chiesero di salvare il Giardino e stavano già crollando», dice Magnifico. Ora il Fai, che per il Coronavirus ha saltato le Giornate di primavera ma a fine mese riaprirà i suoi beni, le ha acquistate per restaurarle. «È la dimostrazione come la partnership pubblico-privato per la salvaguardia del nostro patrimonio possa e debba funzionare - commenta il sottosegretario al Mibact, Anna Laura Orrico - La competizione che questo censimento lancia tra le bellezze del Paese ha sempre un unico vincitore: l'Italia e il popolo italiano». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
