Gioco
Uffizi, visita virtuale Da oggi tutti i segreti delle 10 sale più belle
Le opere di Tintoretto, Tiziano, Pontormo saranno illustrate in italiano e in inglese
GABRIELE RIZZA
Non è certo la stessa cosa ma le tecnologie ci vengono incontro, superano le distanze e ci riavvicinano, seppur virtualmente, a quello che fino a poco tempo fa sarebbe stata una curiosità e non una necessità. Gli Uffizi, già in prima fila nel diffondere online i suoi capolavori, sbarcano a pieno regime nel mondo della realtà virtuale e diventano un museo visitabile in rete, grazie a un progetto che ne riproduce fedelmente gli spazi. «Sarà una immersione totale e realistica nell’ambiente del museo – precisa il direttore Eike Schmidt – una passeggiata inconsueta standosene comodamente a casa, attivando un semplice clic, gratuitamente, che ci permette di entrare in alcune delle più belle sale della galleria, digitalizzate ad alta definizione, e di ammirane le opere proprio come in un tour dal vivo. Basta collegarsi al sito degli Uffizi all’indirizzo https://www.uffizi.it/mostre-virtuali/uffizi-virtual-tour e così il visitatore web potrà godersi in ogni dettaglio ben 10 sale, tra quelle inaugurate lo scorso anno».
Il percorso inizia dalla così detta “Sala delle Dinastie”, che conserva i ritratti dei membri più in vista delle due famiglie, i Medici e i Della Rovere, che nel Cinquecento hanno contribuito alla formazione delle collezioni degli Uffizi. Si potranno ammirare alcune tra le più famose opere del Bronzino, come la celeberrima Eleonora da Toledo, i ritratti di Lorenzo il Magnifico e di Alessandro de’ Medici di Giorgio Vasari, quelli di Cosimo il vecchio e Cosimo I de’ Medici del Pontormo, l'Eleonora Gonzaga e suo marito Francesco I della Rovere dipinti da Tiziano. Sempre di Tiziano, nelle sale della pittura veneta del Cinquecento, incontriamo la leggendaria “Venere di Urbino” insieme alla “Leda e il cigno” del Tintoretto, alla “Fornarina” di Sebastiano del Piombo, alla "Venere e Mercurio" del Veronese. Grazie a una tecnologia d'avanguardia le sale del museo, minuziosamente riprodotte in ogni dettaglio con tutte le loro opere, possono essere viste dall’alto, nella forma di visualizzazione detta a “casa delle bambole” (“dollhouse”), oppure immergendosi in esse e camminando al loro interno, fermandosi davanti ai quadri, come si farebbe nel museo. Ogni dipinto può essere studiato da vicino e, cliccando sulla corrispondente didascalia, appaiono tutte le informazioni essenziali, in italiano o in inglese, mentre per i principali capolavori è incluso anche un link alla scheda dettagliata dell’opera sul sito degli Uffizi. Infine nella sala che ospita “La nuda” di Licinio, è possibile affacciarsi alla finestra e ammirare una suggestiva veduta del cuore di Firenze e dell’Arno in una splendida giornata di sole, il tutto minuziosamente digitalizzato. «In questo caso – conclude Schmidt - l’esperienza non è soltanto una forma di evasione o di curiosità, ma si forniscono anche strumenti, informazioni e dati per un percorso di approfondimento e per una conoscenza più vasta, mentre la contestualizzazione delle opere nel loro spazio può servire anche ai fini della ricerca storica e museologica». —
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