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marina di grosseto 

Pineta di Marina, il proprietario Pallini: "Adesso servono fondi per l’antincendio"

Francesca Ferri
Guido Pallini
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Guido Pallini

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MARINA DI GROSSETO. Non ha fatto in tempo Marcello Pallini a veder così alti i suoi pini. Il proprietario di larga parte della pineta bruciata nel 2012, considerato uno dei pionieri dell’imprenditoria agricola maremmana, è scomparso nell’agosto del 2017. Eppure è grazie alla sua intuizione se quegli alberi stanno nascendo forti e in modo sorprendentemente veloce.

«Mio padre lo diceva che invece di mettere le piante si dovevano piantare i pinoli. I Lorena del resto la pineta l’avevano piantata così. Una pianta adulta ci mette di più a crescere, mentre il pinolo è il modo più naturale di piantare un pino», dice oggi il figlio, Guido Pallini. «Anche se riconosco che è davvero un miracolo, visto che abbiamo avuto anche due anni pessimi».

La famiglia Pallini entra in possesso nel 1839 di cinquanta ettari di pineta direttamente dai Lorena. «Fu il primo pezzo assegnato dal granduca ai miei antenati», spiega Guido Pallini.

Di questi, quaranta ettari sono andati in fumo nell’incendio dell’agosto 2012; altri ettari bruciati appartengono ad altri proprietari.

Non era la prima volta che Marcello Pallini vedeva la pineta bruciare; il primo rogo si è verificato nel 1928, poi nel 1945 e nel 1972. E ogni volta Pallini ha deciso di risanarla.

«Dopo l’incendio del 2012 ci fu molto dibattito se si dovesse piantare pinoli o piantumare piante – dice Guido – Mio padre ha insistito per piantare i pinoli». E a diversi anni di distanza la sua lungimiranza è stata premiata.

Oggi, però, piantare pini – e seguire la crescita di quelli piantati – non è l’unica necessità della pineta.

«Siamo molto contenti che i pini piantati crescano – dice ancora Guido Pallini – ma se vogliamo continuare ad avere una pineta serve una manutenzione. E servono fondi. Abbiamo presentato un progetto alla Regione Toscana per un bando, ma non siamo riusciti a ottenere i finanziamenti. Stiamo per ripresentare il progetto, che prevede misure di prevenzione anti-incendio e ripiantumazione. Speriamo che questa volta vada bene». — F.F.
 

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