Gioco
L’oste Raffaella si reinventa. Cibo da asporto e fasce orarie: «Et voilà, è la mia ripartenza»
Massa Marittima, la titolare dell'osteria Slow Food più piccola d'Italia ha messo a punto un piano-via d'uscita per riaccendere i fornelli in sicurezza e che può rappresentare un'idea per tutti coloro che hanno una piccola attività di ristorazione.
MASSA MARITTIMA. È dall’inizio dell’emergenza sanitaria che dal suo profilo Facebook – in diretta – tiene compagnia ai suoi affezionati clienti e a chiunque voglia qualche idea per cucinare ricette gustose stando al sicuro tra le mura di casa. Lo fa con sapienza e generosità – due tratti che la contraddistinguono – ma anche con il sorriso e la verve con cui è abituata ad accogliere i suoi ospiti: e nonostante il coronavirus abbia buttato all’aria la quotidianità di ciascuno di noi. Oggi Raffaella Cecchelli, l’oste in gonnella come si è ribattezzata – notissimo è il suo ristorante mignon, l’osteria La Tana dei Brilli nel cuore di Massa Marittima a due passi dalla piazza del Duomo – ha deciso di mettere in tavola una ricetta altrettanto speciale ma forse ancor più utile di quelle che in queste settimane regala dal suo profilo social: è un’idea per la ripartenza, per l’attesa Fase 2, che potrebbe rappresentare una pragmatica via d’uscita per tutti coloro che hanno una piccola attività di ristorazione. Certo, bisogna rivoluzionare un po’le abitudini, questo sì, ma Raffaella è pronta a farlo.
LA CHANCE DELL'ASPORTO
«La ripartenza – è il primo dettaglio che illustra la cuoca maremmana – dovrà avvenire con il massimo rispetto della salvaguardia del cliente, dei miei dipendenti e di me stessa: in tutti i sensi, anche, ovviamente sul fronte economico». Vediamo come. La Tana dei Brilli è un gioiellino: 22 posti in tutto, 10 dentro e 12 all’esterno, tant’è che è l’osteria più piccola d’Italia su cui brilla il marchio Slow Food. «Avendo pochi posti a sedere – spiega – ho sempre fatto due turni la sera e su prenotazione. Adesso devo reinventarmi riorganizzandomi il lavoro, gli orari, i ruoli dei miei collaboratori che voglio tutelare perché li considero la mia famiglia». E quindi «sto già trasformando il mio lavoro di oste, cioè quella che la mattina cucina e poi serve in tavola facendo chiacchiere con gli ospiti – spiega Raffaella – in una osterosticceria». Che significa? Che lei pensa che l’opportunità dell’asporto possa essere un paracadute per attività come la sua: mentre si va in panetteria per il pane perché non passare a ritirare un cibo pronto dall’oste ? Se il legislatore lo consentirà, ovviamente: e questo è l’auspicio perché ora è ammessa solo la consegna a domicilio che Raffaella sta già facendo. «Il ritiro sul posto del cibo – spiega – avverrà garantendo (come da sempre faccio, ma adesso ancora di più), le norme di sicurezza: gel all’entrata, gel e guanti all’interno, divisorio di plexiglass sui tavoli, mascherina, distanze di sicurezza...».
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MENO TAVOLI
Tutto questo in attesa di ripartire, con le restrizioni obbligate, anche con il servizio al tavolo, «che sarà diverso solo nella gestione de gli spazi e dei posti a sedere – spiega – I prezzi saranno i medesimi come il mio menu, semplice con piatti di tradizione legati al territorio e alla stagionalità, e realizzati con prodotti italiani. Semplicemente, distanzierò i tavoli, mi priverò di posti a sedere, farò “orari di accoglienza” con fasce di un’ora e 45 minuti per il pasto a cui aggiungere 15 minuti per sanificare e riapparecchiare il tavolo, avvisando il cliente prima e sperando nella sua comprensione». È questo il piano di ripartenza di Raffaella che spera possa rappresentare un suggerimento anche per tanti colleghi adesso che si sentono impauriti e demoralizzati: «Bisogna fare rete – dice sorridendo– Essere positivi e propositivi: la mia fiammella di speranza è sempre accesa, nell’attesa di riaccendere quella dei fornelli».
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