Toscana
L’ansia di Stephen King perché «sembra di vivere in un mio racconto»
Lo scrittore nel 1978 ha pubblicato “The Stand” Un virus aveva sterminato l’umanità ma ora «non accadrà»
new york
Perfino Stephen King è scosso dalla pandemia da Coronavirus. «Mia nipote la racconterà ai suoi figli cosi come mia madre ci raccontava della Grande Depressione», ha detto il re dell’horror in un’intervista alla National Public Radio in cui si è detto «dispiaciuto» perché l’emergenza di questi giorni somiglia troppo ai capitoli dei suoi romanzi.
«È la mia unica risposta a chi mi dice che sembra di vivere dentro un mio racconto» , ha detto il settantadueenne scrittore dalla sua casa di Bangor nel Maine. Secondo King, una pandemia come quella del Covid-19 «era inevitabile prima o poi» in una società come la nostra dove il viaggio è una parte essenziale della vita quotidiana. Inevitabile è anche che che lo stress di questi giorni lasci un segno indelebile sulle nuove generazioni: «Ricordo quando mia madre ci parlava della Grande Depressione. Aveva lasciato una cicatrice, un trauma. Penso che mia nipote, che è chiusa in casa, che non può vedere gli amici, può solo parlarci su Skype di tanto in tanto, ne parlerà ai suoi figli quando si lamenteranno di non poter uscire. Gli dirà: “Avreste dovuto esserci nel 2020, quando siamo rimasti in casa per mesi di seguito perché avevamo paura del virus”».
Nel suo quarto romanzo, “The Stand” del 1978, Stephen King aveva fatto rabbrividire raccontando di un virus influenzale modificato biologicamente in una base militare in Texas che provoca una pandemia letale a quasi tutta l’umanità. In marzo, quando gli Usa si erano trovati nella morsa dell’epidemia, lo scrittore aveva rassicurato su Twitter i fan: «Covid-19 non è così grave e nella maggior parte dei casi si sopravvive. Mantenete la calma e prendete tutte le precauzioni. Stare in casa tutto il giorno ha fatto fare progressi al nuovo romanzo «perché non c’è altro da fare ed è un buon modo per tenere a bada la paura» . King, la cui nuova raccolta di novelle “If It Bleeds” dovrebbe uscire in maggio, ha aggiunto che «non è terrore» quello che lui come tanti altri provano, quanto piuttosto «un’ansia che ti consuma da dentro, quando ti dici che non devi uscire perché se esci rischi di prenderti questa cosa o di trasmetterla ad altri».
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