Il Tirreno

Pizzicati a correre tra i loculi del cimitero

Enrico Pizzi
Il cimitero di Sterpeto (Foto d'archivio)
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Il cimitero di Sterpeto (Foto d'archivio)

Prima dell’ordinanza di chiusura del parco, un uomo è stato visto dal custode che non è però riuscito a fermarlo 

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GROSSETO. Macché al Parco di via Giotto, macché sull’argine dell’Ombrone. Qual è il posto più sicuro in cui andare a sgranchirsi le gambe, lontano da occhi indiscreti? Ma è ovvio, il cimitero.

Non è una bufala, né una trovata del Lercio. «Fa jogging e non incontra anima viva», avrebbe potuto titolare il noto giornale satirico online, solo qualche settimana fa, quando i runner, in tempo di distanziamento sociale per combattere il Coronavirus, erano presi di mira come veri e propri untori. Ma la realtà, come spesso accade, ha superato la fantasia e c’è ben poco da ridere di fronte a quanto accaduto a Grosseto, dove un uomo è stato visto, dai custodi, correre tra tombe e loculi, nei viali del cimitero di Sterpeto.

È successo, naturalmente, prima che il sindaco, con ordinanza, chiudesse al pubblico i cimiteri, nei quali adesso si può entrare solo in caso di funerali e, comunque, l’accesso è consentito a un numero molto ridotto di persone. Quando i cancelli di Sterpeto erano ancora aperti, però, pare che i viali e i vialetti del camposanto fossero diventati una delle mete privilegiate di runner che, ovviamente, non potevano accontentarsi di correre lungo le strade che portano al cimitero.

Ci sono testimonianze che raccontano anche di ingressi di interi gruppi di persone che, vestite di tutto punto, con il tipico abbigliamento da corsa, verso l’orario di chiusura serale, quando inizia a esserci meno gente, entravano per farsi una corsa. Evidentemente qualcuno si sentiva più al sicuro, soprattutto lontano da sguardi indiscreti e, soprattutto, torvi, da parte di chi non ha mai digerito che il distanziamento sociale potesse andare d’accordo con l’attività motoria all’aperto, se, ovviamente, effettuata individualmente e nel rispetto delle distanze di sicurezza.

Il clima che si era creato, prima del divieto imposto dal governo, era un clima da caccia alle streghe, neo confronti dei runner e non è escluso che sia stato proprio questo – e non tanto un gusto del macabro o della dissacrazione – a spingere qualcuno ad abbandonare parchi cittadini e argine dell’Ombrone per mantenersi in forma tra le tombe. È durata poco, però. Quell’attività non poteva passare inosservata e, alla fine, uno dei custodi del cimitero ha segnalato alla polizia municipale la presenza di un soggetto che correva dentro al cimitero. Il controllo della municipale c’è stato, ma il runner l’ha fatta franca. Il giorno dopo, però, il sindaco ha emanato l’ordinanza con cui ha chiuso i cimiteri.
 

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