La protesta
Prine, se ne va il poeta che ispirava Bob Dylan
NEW YORK
Un poeta folk/country, cantore della condizione umana, amato anche da Bob Dylan, che ha l'aveva definito «un puro esempio di esistenzialismo proustiano, con i suoi viaggi mentali del Midwest all'ennesima potenza... scrive bellissime canzoni». Se n'è andato l’altra notte a 73 anni, per complicazioni legate al coronavirus, un'icona della musica Usa, John Prine. Il musicista era stato ricoverato in terapia intensiva a Nashville poco meno di due settimane fa, dopo l'aggravarsi delle sue condizioni. In quasi 50 anni di canzoni ha influenzato tre generazioni di musicisti, con brani senza tempo, costruiti su una capacità di racconto, profondo, intimo e universale. Con empatia, poesia e ironia, sapeva, come pochi, rendere i ritratti di un'umanità fragile e nascosta.
Nominato 11 volte ai Grammy ne aveva vinti due per i suoi album, nel 1991, con The missing Years (a cui hanno collaborato vari artisti, suoi amici e ammiratori, da Roger Waters a Bruce Spingsteen), e nel 2005 con Fair & Square. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
