Gioco
L'idea del museo di Rotterdam: così potremo ammirare l’arte conservata nei depositi
ROTTERDAM. Il caveau a porte aperte del museo: ora va immaginato. Perché non ha precedenti. In Olanda, a Rotterdam, un museo ha avuto un’idea che potrebbe rivoluzionare il modo di gestire e vivere i musei in tutto il mondo. Magari anche in Toscana. “Il Tirreno” l’ha visionata in anteprima, dato che l’idea rivoluzionaria entrerà in funzione solo nel 2021. Per ora è ancora un cantiere, ma si può già immaginare come sarà camminarci dentro.
Il museo Boijmans Van Beuningen nei suoi 170 anni di storia è arrivato ad avere nella propria collezione più di 150.000 opere d’arte, tra dipinti, fotografie, filmati, oggetti di design, sculture, installazioni d’arte, stampe e disegni. I nomi sono quelli di Breughel con La piccola torre di Babele, Tintoretto, Rembrandt, Dalì, Franz Marc, per citarne solo alcuni. Più di 150.000 opere di cui nel museo mediamente ne viene esposto solo il 5-6%. Cosa che capita abitualmente nel caso dei grandi musei. Finora quello che non era offerto alla vista del pubblico era conservato in vari depositi, che a un certo punto sono risultati strapieni e pure poco sicuri, così una decina di anni fa i dirigenti hanno iniziato a riflettere sulla situazione, chiedendosi se fosse il caso di costruire un grande deposito fuori città, cosa che sarebbe risultata costosissima.
Poi, l’idea geniale: quella di realizzare un deposito di nuova concezione che potesse conservare tutte le opere non esposte, rendendolo però visitabile e interessante per il pubblico, pur continuando ad avere la funzione di deposito. Con o senza una guida, il Depot (deposito) Boijmans Van Beuningen dall’anno prossimo sarà visitabile da tutti, pagando un biglietto. Al suo interno si potranno vedere le opere organizzate con il criterio del deposito perfetto, ma godibile da parte dei visitatori, per cui tutto sarà conservato e mostrato al pubblico in base a criteri climatici, cioè di temperatura e di umidità, non per epoca o movimento artistico, ma in maniera spettacolare.
Il pubblico – provate a immaginare la situazione – potrà circolare liberamente nelle aree “libere” in cui saranno presenti le opere che non richiedono particolari accorgimenti climatici, mentre potrà vedere le opere nelle zone specialmente climatizzate attraverso pareti di vetro o durante visite guidate. Ne verranno organizzate 8 al giorno, per gruppi di 10 persone che potranno restare nell’ambiente per circa 10 minuti. Si potranno anche vedere i restauratori al lavoro, e le opere mentre vengono imballate per essere mandate in prestito.
Nel prossimo settembre i lavori della costruzione del deposito, a forma di scodella, ricoperto da specchi che restituiscono alla città lo spazio sottratto facendone un’icona, saranno terminati. Un bosco di 78 alberi di betulle crescerà sul suo tetto. E, per un weekend, tutti potranno entrare per vederlo vuoto, come non sarà più in seguito, per immaginare l’operazione immane di trasferimento delle opere al suo interno e tutto quello che verrà, una visione sull’attimo presente e sul futuro. —
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