Sicurezza
“Energy”, l’ultima opera di Plessi al Tuscany Hall
FIRENZE. Dal 2013, chi attraversa il Brennero si può concedere una inedita pausa artistica. Si tratta del primo esempio italiano di spazio museale in autostrada. Ed è dedicato a Fabrizio Plessi, universalmente noto per le sue installazioni, da sempre relazionate al tema dell’acqua, che combinano monitor e schermi con strutture di legno, ferro, pietra, oggetti o materiali diversi. Un sistema che dà luogo a soluzioni di forte impatto emotivo incentrate sulle molteplici possibilità di interrelazione tra immagine, suono, luce, movimento. Dai primi anni '70 Plessi ha indirizzato la sua ricerca verso i rapporti tra arte e tecnologia, trovando nell'installazione e nella performance i linguaggi espressivi più congeniali. Di questa combinazione di formule e alfabeti, di cui la mostra del 1989 al Pecci di Prato, fu formidabile testimonianza, ora è brillante risultato l'ultimo suo lavoro, “Energy”. Una "energia" creativa che da sempre caratterizza la carriera di Plessi, con le sue 14 partecipazioni alla Biennale di Venezia, le sue personali in tutto il mondo, dal Guggenheim di New York al Pompidou di Parigi, fino alle scenografie elettroniche realizzate per il concerto di Pavarotti al Central Park nel 1993. “Energy” si pone come ponte fra il palcoscenico e la videoinstallazione, e rappresenta l'ultimo tassello di quella collezione di “Sipari” che è il vanto della Tuscany Hall: una raccolta unica in Italia che a partire dal 2005, trasforma il sipario del teatro fiorentino affacciato sull'Arno (ex Saschall) in una grande tela d'artista.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google