Gioco
50 anni fa “Atom heart mother” I Pink Floyd andarono oltre il rock
Un lungo brano strumentale da un’idea di David Gilmour che superò gli schemi dell’epoca Nuove sonorità, struttura libera e un tono epico mai ascoltato
PIERO NEGRI
È il 1970, la sovraesposizione mediatica non è stata ancora inventata, il rock è giovane, i musicisti lavorano, scrivono, registrano, pubblicano. I Pink Floyd, per esempio, hanno chiuso il 1969 con Ummagumma, il primo album senza Syd Barrett, quello che dalla psichedelia li sposta verso il progressive. Poi hanno lavorato alla colonna sonora di Zabriskie Point per Michelangelo Antonioni, un’esperienza negativa che hanno già superato. A marzo 1970, 50 anni fa, consegnano a Ron Geesin, uno strambo compositore autodidatta che ha già lavorato con Roger Waters, il nastro di un lungo brano strumentale che hanno registrato negli studi di Abbey Road. L’idea risale a gennaio, l’ha avuta David Gilmour, il chitarrista che dal 1968 ha sostituito il sempre più incostante e inaffidabile Syd Barrett. Gilmour ha chiamato la composizione in otto brevi sezioni The Amazing Pudding, il budino meraviglioso. Il nastro che lui riceve dagli studi di Abbey Road, a dire il vero, porta un altro titolo, meno divertente: Untitled Epic, Epica senza titolo. Il tono - gli dicono Waters e Mason, i suoi amici all’interno della band - ha da essere quello, epico, come se fosse la colonna sonora di un western classico Siamo oltre il rock come lo si intendeva allora: per la durata, 20 minuti circa, per le sonorità, dall’elettronica all’orchestra, per la struttura libera, per le ambizioni. Geesin mette giù sullo spartito ciò che sta sul nastro, allunga alcune sezioni della suite, sopprime alcuni vocalizzi, scrive una melodia. Poi, anche perché glielo impongono i limiti di budget, di tempo e di cultura musicale classica, chiede aiuto a una sezione di ottoni di dieci elementi, un coro di venti e un violoncello.
I Pink Floyd, il compositore, gli strumentisti e i coristi, i tecnici di Abbey Road, tutti stanno imparando a fare qualcosa di nuovo, facendolo. Geesin prova a dirigere gli strumentisti ma non ce la fa, lo sostituisce il direttore del coro. Il disco si sarebbe intitolato Atom Heart Mother, la mamma dal cuore atomico. I Pink Floyd finiranno per uscire perfino dallo schema del rock: il gruppo sta sullo sfondo, gli ottoni sviluppano il tema principale, non c’è testo, si usano anche suoni e frasi casuali, pronunciate in studio. Non stupisce che i Pink Floyd in seguito abbiano espresso per lo più opinioni negative su questo lavoro. Per Gilmour l’album è «spazzatura»; Waters nell’84 ha giurato che non lo suonerebbe dal vivo neppure per un milione di sterline. Proporre l’Epica senza titolo dal vivo non fu mai facile, anche se le band ci provò, perfino prima che uscisse il disco. Nel vinile, Atom Heart Mother copre l’intero primo lato dell’album. Sul secondo ci sono brani di Roger Waters, Rick Wright e David Gilmour, più un’altra mini-suite di 12 minuti nata da un’idea di Nick Mason. —
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