Il Tirreno

Natura e meditazione si fondono con l’arte al podere Lovolio

Elena Torre
Natura e meditazione si fondono con l’arte al podere Lovolio

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Esiste un luogo di inaspettata bellezza incastonato nelle colline toscane, un posto in cui arte, natura, gusto e accoglienza si fondono dando vita a un percorso che si snoda nel verde e offre al visitatore un’esperienza sensoriale ed estetica unica nel suo genere. Questo posto speciale, sempre aperto al pubblico con accesso libero, si chiama Podere Lovolio e si trova nel comune di Massarosa.

L’ingresso è in via delle Sirti al numero 195 e quando si arriva a destinazione non ci si può certo sbagliare perché la scultura dell’insegna ispirata all’opera di Robert Indiana, indica al visitatore la via da percorrere. L’area su cui sorge il podere fu acquistata dalla Fondazione Pomaria-Scibetta Arte Bellezza Cultura, nel 2010 e il cascinale che ne è il cuore fu restaurato e ora può ospitare fino a quindici persone. Le terre, gli uliveti, i frutteti e le colline che lo circondano offrono una vera oasi di pace.

All’inizio del percorso ad aspettarci ci sono Virgilio Vergine e Oliviero Olio le due statue che rappresentano i leggendari Cani di Foo, leoni di pietra che in Cina venivano messi agli ingressi dei templi, se ne stanno lì a proteggere il nostro viaggio e a suggerirci che stiamo entrando in un luogo dove protagonisti sono lo spirito e l’arte e infatti dopo poco troviamo il Tempio sincretico di meditazione universale aperto ad ogni religione e credo. Una serie di enormi sculture che rimandano simbolicamente alla vita nella sua evoluzione, come quella di Jim Ritchie, ci fanno riflettere accompagnandoci in un percorso in cui la trasformazione non spaventa, ma aiuta nella crescita. Tante le sculture che si possono ammirare, e la Fondazione Pomaria Scibetta ogni anno promuove un concorso di scultura per realizzare altre opere d’arte, come la gigantesca clessidra colorata che gira all’infinito e rappresenta le varie stagioni della vita, e poi le grandi macine a simbolizzare le difficoltà dell’esistenza. E ancora la pagoda galleggiante appoggiata sulla superficie circondata di ninfee nella bella stagione, a ricordarci il mutare delle cose e l’importanza di guardare alla bellezza che abbiamo intorno. E così via, fino al Giardino di Zarathustra, passando per il Viale delle stagioni all’ombra degli Obelischi trovandosi poi sotto l’enorme arcobaleno e i suoi tanti auguri.

E in un luogo tanto singolare e in armonia con il tutto non potevano certo mancare gli animali ospiti del podere, a partire dagli alpaca, gli asinelli, le caprette, e poi galline, pavoni, anatre, oche che convivono serenamente circondate dagli uliveti che producono un olio biologico di pregio che quest’anno ha guadagnato il secondo posto tra i diciassette produttori premiati durante la fiera di Camaiore.

E a rendere speciale l’olio forse avrà contribuito anche la musica, dal momento che il podere ha anche un uliveto sonoro identificato da una grande scultura di legno rappresentante una chitarra e la piramide energetica costruita con le stesse proporzioni della piramide di Keope.

Un posto unico che potrete scoprire e visitare gratuitamente e liberamente ma, trattandosi di proprietà privata, è fondamentale avere cura e rispetto degli spazi. Per i gruppi è possibile anche prenotare visite guidate in base alla disponibilità dei titolari. E cosa buona è telefonare o scrivere ai contatti che trovate sul sito www.poderelovolio.it. —
 

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