Il Tirreno

le protagoniste de “L’AMICA GENIALE”  

Gaia e Margherita: «Il nostro segreto è che siamo forti e anticonformiste»

F.C.
Gaia e Margherita: «Il nostro segreto è che siamo forti e anticonformiste»

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Roma. Gaia Girace, 16 anni, alunna del terzo anno del Liceo linguistico cresciuta davanti al mare di Vico Equense, avverte il disagio di chi ha toccato il cielo con un dito e poi è tornato giù, con i piedi per terra: «Sul set si lavora 14 ore al giorno cambiando sempre tutto. Le parole, le scene, la vita non era mai monotona. Adesso è diverso, a scuola mi ritrovo seduta per 5 ore e mi devo confrontare con cose insignificanti, vedo ragazze che lottano per avere il voto migliore, solo perché vogliono sentirsi superiori. Certe volte mi sento fuori luogo, avverto gelosie e invidie, invece, negli ambienti che mi piacciono, c’è un’altra energia, si combatte per ciò che si ama e io sono felice se un collega lo è».

Di Lila, l’amica geniale della serie di Raiuno che ha appena chiuso la seconda stagione, Girace ha amato il suo «essere anticonformista ma non menefreghista. Lila segue i suoi ideali, ha il coraggio di pensare e di parlare, una cosa nuova per quegli anni, ma, in fondo, anche per oggi».

Dall’altra parte del golfo, a Napoli, le fa eco Margherita Mazzucco, 17 anni, allieva del quarto anno del Liceo classico, interprete di Lenù, la metà più pensosa e razionale di quel dipinto al femminile che ha incantato lettori in tutto il mondo: «Elena, sulle prime, può apparire un personaggio subordinato. In realtà, alla fine si vede che è forte, ed è lei quella che riesce ad andare avanti da sola». Interpretarla ha significato «dare spazio alle emozioni e ai sentimenti».

Alla fine delle riprese, per le due protagoniste, è arrivata la messa in onda, e poi il successo, una ventata che poteva travolgere esistenze appena avviate: «La mia è stata sconvolta – dice Girace – Mi riconoscono dappertutto, la vita privata non esiste più. E questo è pesante, soprattutto per una della mia età. Quando sono a scuola oppure con gli amici si finisce per parlare sempre della serie, a me dispiace, anche se so che è il prezzo da pagare». Per Mazzucco l’impatto con la notorietà è meno radicale: «Mi chiedono autografi e per strada mi riconoscono, ma, nella pratica, non ho vissuto grandi cambiamenti».

Le risposte, quelle determinanti, sono scritte nel futuro. «Già prima dell’Amica geniale avevo sentito il desiderio di fare l’attrice – racconta Gaia Girace – Ne ho parlato con mia mamma, lei si è informata e mi ha detto che c’era una scuola di recitazione a Castellammare, ci siamo andate, e tutto è cominciato dalla prima lezione, in cui non ho smesso di sorridere un secondo». La voglia di essere attrice appartiene anche a Mazzucco, ma ha un altro sapore: «Sono abituata a stare molto con i piedi per terra – spiega – certo, mi piacerebbe continuare, soprattutto sperimentare. Infatti ora vorrei fare una cosa completamente diversa, magari un film d’azione, o di fantascienza». — F.C.

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