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Da Galileo a Leonardo e Greta Garbo nel mondo visionario di Vacchi
SIENA. Promossa dal Comune si apre domani, sabato 7, a Siena, in Santa Maria della Scala, la mostra “Oltre la profezia” a cura di Marco Meneguzzi che documenta il percorso artistico di Sergio Vacchi, il pittore emiliano che ha scelto il Castello di Grotti, nelle colline senesi, come buen retiro per gli ultimi dodici anni della sua vita.. Nato a Bologna nel 1925, Sergio Vacchi da autodidatta si accosta inizialmente ad una pittura influenzata dal post cubismo e da Picasso. Dopo un breve periodo in cui tenta di recuperare, come lui stesso afferma, la lezione di Cézanne, dipingendo boschi, paesaggi e scene di vita emiliana, alla fine degli anni Cinquanta si avvicina all’informale. La svolta stilistica si compie nel 1959 quando si trasferisce a Roma, dove la sua pittura si va sempre di più definendo come erede di quella “nuova figuratività” che ha Marx Ernst, Otto Dix, Francis Bacon, Giorgio De Chirico i suoi esponenti di maggior spicco. La pittura di Vacchi (scomparso nel 2016) si carica così dei profili tipici dell’espressionismo caratterizzandosi al tempo stesso per una capacità compositiva e descrittiva originale, che si esprime soprattutto in opere di grande formato.
«Vacchi resta uno dei più indipendenti e originali pittori del secondo dopoguerra – spiega Meneguzzi – le 35 opere in mostra, tra le più significative della sua produzione, alcune delle quali inedite, conducono lo spettatore all’interno di un mondo visionario, ma allo stesso tempo profetico, sul destino dell’essere umano». Le opere di Vacchi sono come dei “concept album”, che raccontano traccia dopo traccia grandi personaggi come Federico II, Galileo, Leonardo, Greta Garbo.
Catalogo Silvana editoriale. La mostra resta aperta fino al 20 maggio.
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