Il Tirreno

prato: teatro metastasio 

Il Macbeth di Shakespeare riletto da Carmelo Ricci in chiave psicanalitica

Gabriele Rizza
Il Macbeth di Shakespeare riletto da Carmelo Ricci in chiave psicanalitica

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PRATO. Dopo “Ifigenia”, Carmelo Rifici prosegue la sua indagine sugli archetipi dell’inconscio collettivo. E si butta a corpo morto su Macbeth. Che diventa una creatura tutta da svelare oltre le apparenze. Da psicanalizzare e indagare nel profondo. Nelle pieghe dell’inconscio. Così al nome del sovrano scozzese raccontato da Shakespeare si aggiunge esplicitamente una chiosa: “Le cose nascoste”.

Lo spettacolo da stasera a domenica arriva al Metastasio di Prato, teatro che lo produce insieme al Tpe torinese e all’Ert emiliano. Sulla riscrittura della tragedia Rifici ha lavorato insieme a Angela Dematté affiancata da Simona Gonella in veste di quello che in area tedesca viene definito “dramaturg”. Inoltre si è avvalso del supporto e della complicità di una coppia di psicanalisti junghiani, Giuseppe Lombardi e Luciana Vigato. «Dal confrontarsi con loro – spiega Rifici – e dall’esplorazione ben più che teorica del rapporto psicanalista paziente oggetto, scaturisce una rinnovata lettura del testo e del lavoro con gli attori. Allo stesso modo aleggia l’intuizione che sia necessario costruire una diversa relazione con il pubblico che lo porti a dialogare realmente con quell’aspetto di pulsione e desiderio che è alla base non solo del Macbeth ma delle ragioni per cui il progetto ha avuto inizio». Lo spettacolo si annuncia come una vera e propria seduta analitica, col pubblico invitato a rileggere la storia di Macbeth e della sua Lady a posteriori, alla ricerca cioè dell’origine dei loro gesti estremi, oltre alla sete di potere e di sangue che tutti conosciamo. Ma alla fine saranno gli stessi attori a sottoporsi a questa terapia, parlando di sé e del proprio vissuto e della propria memoria, attingendo a ricordi infantili, una gamma di esperienze che il confronto con il testo scespiriano fa emergere e lentamente affiorare. Un allestimento dalla struttura complessa, ricca di implicazioni e di sotterranee amplificazioni. —

Gabriele Rizza

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