Gioco
I Genesis tornano sul palco dopo 13 anni Tour in autunno nel Regno Unito, poi si vedrà
L’annuncio a sorpresa di Collins, Rutherford e Banks. Non ci saranno Gabriel e Hackett, alla batteria il figlio di Phil
Li avevano visti insieme a New York, un mese e qualche giorno fa, a una partita di basket dei Knicks: Tony Banks, Phil Collins e Mike Rutherford, l’ultima incarnazione dei Genesis, stavano per tornare insieme, 13 anni dopo l’ultima volta? Oppure – come sosteneva qualcun altro – erano in città semplicemente per festeggiare il 69° compleanno di Collins, che cadeva il 30 gennaio? Era corretta la prima ipotesi, la conferma è arrivata ieri a un programma radio della BBC che li aveva insieme come ospiti. «Siamo entusiasti. È il momento giusto per farlo – ha detto Rutherford – molti nostri coetanei hanno suonato tanto, noi abbiamo fatto due soli concerti in Gran Bretagna negli ultimi 28 anni».
Il tour ha un titolo, che è “The Last Domino?” (attenzione al punto interrogativo, che lascia aperta ogni possibilità futura): sul poster campeggiano tre tessere del domino, una quasi a terra, l’altra appena sbilanciata, l’ultima ancora verticale, ma che potrebbe ben presto cadere. È la rappresentazione ironica di una storia che sa di essere vicina al finale, ma che, finché può, finché sta in piedi, se la vuole godere. «Alcune canzoni le dobbiamo suonare perché il pubblico si sentirebbe preso in giro se non ci fossero. Le altre le metteremo insieme scegliendo tra quelle che non suoniamo da tempo», ha detto Collins. Le date (sette) per il momento coprono solo Irlanda e Regno Unito, con partenza a Dublino il 16 novembre e finale a Glasgow l’11 dicembre. A Londra, previste per ora due tappe alla 02 Arena, il 29 e 30 novembre. Possibili e forse anche probabili altre date, se le prevendite (aperte da domani) non saranno frenate dall’atmosfera cupa di queste settimane, magari in Europa continentale e negli Stati Uniti.
Ci sarà Peter Gabriel? No. Phil Collins suonerà la batteria? No. Però farà del suo meglio – parole sue – «per suonare qualche pezzetto, qua e là». Il batterista titolare sarà suo figlio Nicholas, 18 anni, che già l’ha accompagnato nei quasi cento concerti del tour mondiale del 2017/2019 che portava lo stesso titolo della sua autobiografia, “Not dead yet” (Non ancora morto).
Se questa inattesa reunion dei Genesis ha luogo, lo si deve in effetti soprattutto a Collins, che negli ultimi dodici anni ha versato 25 milioni di sterline alla moglie svizzera Orianne Cevey in occasione del suo terzo divorzio; annunciato il ritiro dalle scene nel 2011 («Lo faccio per stare vicino ai figli»); annunciato di non essere più in pensione nel 2016 («Il cavallo è uscito dalla stalla e non vede l’ora di andare»); annunciato di essersi riconciliato con Orianne Cevey e di essersi stabilito con lei e i loro due figli a Miami; riempito Hyde Park a Londra nel 2017 e suonato in tutto il mondo nel suo tour solista.
L’ultimo tour con i Genesis, nel 2007, gli ha lasciato in eredità problemi alla colonna vertebrale che gli impedivano di continuare a suonare la batteria. Qualche anno e un’operazione alla schiena dopo, «problemi ai nervi» gli rendevano impossibile di impugnare la bacchetta con la mano sinistra. I concerti del «Not dead yet Tour» li ha portati a termine su una sedia, mentre pare che un bastone gli sia necessario per camminare.
La buona notizia, insomma, è che Collins sembra aver superato l’intreccio di problemi personali, familiari, di salute che hanno impedito fino a ora un ritorno sulle scene dei Genesis. I concerti di novembre-dicembre li affronterà seduto su una sedia, ma alla batteria ci sarà suo figlio Nicholas: «Tony e Mike sono venuti a sentirmi alla Royal Albert Hall – ha detto Phil – e lì hanno capito che Nic quando vuole, suona come me. Sono una delle sue influenze, ed è naturale, sono suo padre». –
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