Il Tirreno

Ascolti record per le due puntate pisane de “L’amica geniale”

Ascolti record per le due puntate pisane de “L’amica geniale”

La soddisfazione del direttore della Normale di Pisa. Lo scenografo Basili: «E’ stato bello girare in quelle stanze»
Le scene all’Hotel Royal Victoria

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PISA. “L'Amica geniale" non può finire se non dove il genio, dai tempi di Napoleone è stato celebrato. Luigi Ambrosio, direttore della Scuola Normale, se l'è trovata tra i corridoi, l'ultima puntata, che ha avuto 7 milioni di spettatori e uno share da finale di Champions. E dichiara con la freddezza di un matematico e l'orizzonte di uno scienziato: «In generale tutta la città di Pisa, con la sua Università, e la Toscana ne emergono come un luogo raccolto, favorevole a coltivare lo studio, l'amicizia e le conoscenze».

Alla Normale Elena (Lenù), co- protagonista della serie, arriva dopo aver vinto una borsa di studio, e lì trova il suo nuovo fidanzato, Pietro, con la cui famiglia pranzerà al Royal Hotel Victoria in Lungarno Pacinotti. E la stessa empatia per l'ambientazione la racconta al Tirreno, lo scenografo de “L'amica geniale” Giancarlo Basili poco prima della messa in onda della puntata “tutta pisana” della fiction.

E lo stesso Basili, già scenografo di Pupi Avati, Salvatores, Moretti, Mazzacurati e Ozpetek, ricorda le straodinarie figure di Nicola e Maurizio Piegaja del Royal Victoria Hotel dove sono stati ricreati il ristorante e il collegio Timpanaro dove c'era la stanza da letto e di studio di Elena e la scalinata meravigliosa. «Avevamo timore a girare nella Scuola perché si trattava di un'università viva, vegeta e illustrissima. Temevamo intoppi o di sentirci come ospiti non graditissimi. E invece sono stati eccezionali, in tanti anni di attività non mi sono mai trovato così bene come in quella location».

La Normale era tappa quasi obbligata perché Elena lascia, quasi “tradisce” Lila perché si allontana da lei per trasferirsi nelle Scuola pisana dove ha vinto una borsa di studio. Girare alla Normale era quasi un obbligo ma non era così scontato. «Ho fatto i dovuti sopralluoghi sapendo che allestire una location all'interno di una vera università non è facile.

Lo staff interno della Normale ci ha fornito addirittura una ricerca storica sulla Normale degli anni '60 e con grande meraviglia, mi hanno detto che gli arredi originali, i mobili e le lampade di quegli anni erano perfettamente conservati nei loro depositi. È stato un privilegio lavorare così».Che volere di più? «Infatti. Ho scelto una scenografia leggera, quasi grafica, come se non ci fosse proprio. C'è stato solo qualche ritocco per un piccolo salto a ritroso nel tempo».

Basili era già stato a Pisa per girare “L'amore ritrovato” di Carlo Mazzacurati e la città deve a lui il rifacimento dell'albergo diurno, il Cobianchi, e l'illuminazione a fiamma calda di tutti i lungarni, illuminazione che contagiò anche altre strade e piazze pisane. E in quell'occasione Basili conobbe Nicola e Maurizio Piegaja. «Sono persone straordinarie, così come il loro Royal Victoria Hotel, dove per “L'amica geniale” ho ricostruito sia la stanza di Elena che il ristorante del primo pranzo col futuro marito.

E ricordiamoci che proprio davanti all'hotel passa il corteo dei primi moti di protesta operaia, quello degli operai della Saint Gobain». Nicola Piegaja aggiunge: «Sono entrati in punta di piedi. La Rai ha rispettato la clientela e la nostra storia che risale dalla locanda di vignaioli fino al primo Congresso degli scienziati italiani nel 1839».
 

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