Il Tirreno

PONTEDERA 

«Svegliami», Roberto Bacci e il disagio di sentirsi attore

Gabriele Rizza

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PONTEDERA. La nuova produzione del Teatro della Toscana ha un titolo ribaltabile: “Svegliami”, di Michele Santeramo, regia di Roberto Bacci, che stasera debutta in prima assoluta al teatro Era, protagonisti Elisa Cuppini, Maurizio Donadoni e Francesco Puleo (costumi Elena Bianchini, musiche Ares Tavolazzi). «Si tratta – dice Santeramo - di una riflessione su un mestiere prezioso come quello del teatro, che mai come in questo momento offre l’occasione di sembrare vivi, e poi di provare ad esserlo davvero». Spiega a sua volta Bacci: «Oggi il teatro sembra sempre più ritirarsi dietro la 'quarta parete' per trasformarsi in spettacolo piuttosto che proseguire con i propri strumenti alla ricerca delle domande sull’uomo. Svegliami vuole essere un richiamo artistico e filosofico alla tradizione dei maestri del 900, una forma di resistenza nei confronti di coloro che chiedono all’arte teatrale di uniformarsi allo spirito dei tempi. La lezione dei maestri del secolo scorso, che avevano aperto nuove prospettive per il lavoro dell’attore e per la relazione con lo spettatore, è pressoché dimenticata. È come se la storia delle rivoluzioni culturali e teatrali si stia trasformando in restaurazione: cioè in un sistema dello spettacolo utile a produrre consenso». Il testo intercetta il disagio di sentirsi “attore” su una scena che stenta a riconoscerti e dialoga con la dialettica che inevitabilmente passa fra chi il teatro lo fa e chi di quella messinscena è il dirimpettaio, il terminale. —

Gabriele Rizza

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