Il Tirreno

Grida, fischi e fumogeni contro Roman Polanski Premiazione choc agli oscar francesi

Grida, fischi e fumogeni contro Roman Polanski Premiazione choc agli oscar francesi

I CÈSAR. Quattro ore di cerimonia, poi l’annuncio e la contestazione  Di recente il regista, 86 anni, era stato di nuovo accusato di molestie  

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cinema al veleno

Finisce con una premiazione choc la cerimonia della consegna dei César, gli Oscar francesi, profondamente segnata quest’anno dalla polemica per il record di nomination a Roman Polanski, regista di “J’accuse”, accusato di violenze sessuali.

Preso di mira dalla contestazione, Polanski – assente alle serate parigine – ha vinto il premio come miglior regista, accolto da grida e fischi in sala. Mentre Adele Haenel, l’attrice diventata simbolo del nuovo «metoo» francese (il corrispettivo del movimento globale nato negli Stati Uniti a tutela delle donne molestate sul posto di lavoro, esploso con il caso Weinstein), abbandonava la sala gridando. Il colpo di scena era nell’aria: tutte le quattro ore di cerimonia sono trascorse fra silenzi e battute della presentatrice Florence Foresti e dei vari vip dello spettacolo chiamati sul palco a consegnare i premi. Fra di loro Chiara Mastroianni e Fanny Ardant (premiata come miglior attrice non protagonista per’La belle epoquè).

Prima della cerimonia, fuori dalla Salle Pleyel di Parigi si sono radunate un centinaio di persone per contestare il record di dodici nomination al film di Polanski, diventato ormai un bersaglio della contestazione delle donne in Francia. Il regista polacco naturalizzato francese, 86 anni (è nato a Parigi il 18 agosto 1933), è da anni ricercato dalla giustizia americana nell’ambito di un procedimento per corruzione di minorenne cominciato nel 1977.

Di recente, lo stesso Polanski è stato oggetto di nuove accuse di violenze sessuali da parte della fotografa francese Valentine Monnier, che sostiene di essere stata da lui picchiata e violentata nel 1975 in Svizzera quando aveva 18 anni. Come lei, altre donne hanno accusato Polanski di violenze negli ultimi anni per fatti che sono risultati tutti prescritti.

Bersagliato dalle accuse, Polanski (premio Oscar 2003 per “Il Pianista”) ha fatto sapere alla vigilia della cerimonia che non sarebbe stato presente alla Salle Pleyel. Dopo di lui, tutta la produzione e il cast del film ha deciso di non essere presente.

Le nomination transalpine avevano già scosso fin nel profondo il mondo del cinema francese, tanto che l’intera direzione del premio César, gli Oscar francesi, aveva dovuto rassegnare le dimissioni. All’annuncio del premio per la miglior regia – eventualità che il ministro della Cultura aveva già definito «un simbolo negativo» – gli occhi di tutti sono andati verso Adele Haenel, l’attrice protagonista de «La jeune fille en feu».

Lei, diventata il simbolo della protesta del nuovo cinema francese del dopo #metoo dopo aver denunciato le molestie del regista Christophe Ruggia quando era una adolescente, si è alzata ed ha lasciato la sala gridando indignata. Dietro di lei, la regista del film, Celine Sciamma.

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di Redazione web