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Restaurato e riaperto il Terrazzo di Giunone

Gabriele Rizza
Restaurato e riaperto il Terrazzo di Giunone

Nel suggestivo ambiente all’interno di Palazzo Vecchio torna anche il “Putto con delfino” del Verrocchio

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La visita di Palazzo Vecchio riserva sempre qualche sorpresa. L’ultima è legato al restauro che, grazie al contributo di Friends of Florence, permette di scoprire il così detto Terrazzo di Giunone, uno spazio attiguo alla Sala degli Elementi, nell’ala omonima dell’edificio, affacciata sul quartiere di Santa Croce. E, sorpresa nella sorpresa, torna finalmente nella sua abituale collocazione, il superbo “Putto con delfino” di Andrea Verrocchio, anch’esso sottoposto ad accurato restauro nei mesi scorsi, al termine di un percorso che lo ha visto primeggiare, nel nome di Leonardo, prima a Palazzo Strozzi e poi alla National Gallery di Washington.

«Siamo orgogliosi – ha dichiarato l’assessore alla cultura Tommaso Sacchi – che l’opera del Verrocchio, una delle più note icone di Palazzo Vecchio fin da quando Cosimo I de’ Medici lo fece porre sulla fontana al centro del cortile di Michelozzo, torni finalmente nella sua casa originaria appena rimessa a nuovo e restituita al suo antico splendore, dopo essere volato negli Stati Uniti per la mostra nell’anno leonardiano».

Il terrazzo di Giunone si trova tra le “stanze nuove” che Cosimo I de’ Medici fece costruire all’indomani del suo trasferimento dalla residenza di famiglia al palazzo che per oltre due secoli aveva ospitato il governo comunale e repubblicano della città. Ubicato nell’ala sud orientale del piano nobile, fa parte del cosiddetto Quartiere degli Elementi, destinato ad accogliere gli ospiti della corte, costruito sotto la direzione di Battista del Tasso tra il 1551 e il 1555, ma subito dopo modificato da Giorgio Vasari, il principale artefice della trasformazione dell’antico Palazzo dei Priori (o della Signoria) in una sontuosa reggia ducale. Al Vasari e ai suoi collaboratori si devono i preziosi palchi lignei dipinti, gli stucchi e gli affreschi che decorano le sale del Quartiere con storie della prima stirpe delle divinità mitologiche. Il Terrazzo di Giunone, portato a compimento nel 1557, oggi si presenta come una stanza di modeste dimensioni, ma è così chiamato perché in origine era una loggia con colonne che si affacciava sulla città, progettata per accogliere, al centro, una fontana e, sul lato interno, una statua antica della dea. «La fontana non sarebbe mai stata realizzata – ha ricordato Simonetta Brandolini d’Adda, presidente di Friends of Florence – ma resta a rievocarne il progetto l’affresco al centro del registro inferiore della parete interna, rappresentante una finta nicchia con un leggiadro putto alato in bronzo dorato che versa acqua da un vaso, nel mezzo di una vasca circolare, con un piede sopra la testa di un delfino».

L’intervento, dal costo complessivo di 60mila euro, ha riguardato anche l’impianto di illuminazione. —

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