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La Fata Turchina di Pinocchio: a Rosignano racconti e poesie di Monica Pacchini
La presentazione dei due volumi in programma mercoledì 4 marzo al centro Le Creste
ROSIGNANO. È una donna affettuosa che educa ai sentimenti un bambino bugiardo, sempre attirato dai guai. Ha poteri magici, tanto che muore e rinasce. È la Fata Turchina, unica protagonista femminile de "Le avventure di Pinocchio", il libro dello scrittore e giornalista Carlo Collodi, uscito nel 1883. In tanti anni di popolarità e successo, questo personaggio chiave del romanzo viene riscoperto nel suo ruolo di educatrice da Monica Pacchini, scrittrice di Rosignano, nei suoi due volumi, freschi di stampa, "Pinocchio: le poesie della Fata Turchina" e "Pinocchio: i racconti della Fata Turchina" (Carmignani Editrice). Queste rilettura ha spronato l'associazione "Francesca sono IO" alla presentazione dei libri mercoledì prossimo 4 marzo 17,30 al centro "Le Creste" nell'iniziativa "L'educazione ai sentimenti attraverso le parole della Fata Turchina"; intervengono l'autrice e Lamberto Giannini, introduce Cecilia Quochi con "Il ruolo dell'associazione e l'importanza di un'educazione al rispetto e alle differenze". Pacchini, dopo una carriera professionale di educatrice, è rimasta colpita dal valore pedagogico della Fata Turchina nel percorso di crescita sentimentale di Pinocchio.
«Per Collodi lei non era un personaggio sdolcinato, ma un'educatrice - spiega - aveva un ruolo ben lontano da quello che la società dell'epoca assegnava alla donna. Per me la fata è il nuovo che avanza. Pinocchio è un ragazzo che vuole aprirsi al nuovo secolo, il Grillo parlante è il moralismo della società ottocentesca, mentre la fata accoglie la libertà dei giovani di esplorare la vita, anche sbagliando, e insegna i sentimenti. Ci vedo un parallelo con la società di oggi perché le donne devono prendere in mano questo ruolo educativo, insegnare il rispetto dei sentimenti e la reciprocità. La lunga serie di femminicidi dimostra che è necessario educare gli uomini a questi valori». Nel libro di liriche, uscito a gennaio, Pacchini recupera la passione giovanile per i versi, perché «è molto emozionante, parla direttamente alla nostra sensibilità». Qui la fata esprime appieno il suo ruolo educativo rivolgendosi direttamente a Pinocchio come una madre affettuosa. Anche nei racconti, la fata parla ai ragazzi (dagli 8 ai 12 anni, come indicato da Collodi) per aiutarli a comprendere le proprie emozioni. Pacchini riscrive dieci avventure del burattino, accompagnandole con liriche, in un linguaggio aggiornato e con termini attuali (il murale, i bulli, ecc).
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