Sicurezza
In cerca di pace e solitudine: il viaggio negli eremi della Toscana
Alla scoperta di luoghi davvero suggestivi: i nostri consigli per un weekend tra San Viviano, Celle, Camaldoli e Cerbaiolo
La nostra è una terra di cammini, d’arte e accoglienza all’insegna della silenzio e della solitudine, una terra di luoghi in cui allontanarsi dai vortici della vita di tutti i giorni, per esperienze – che possono durare anche solo qualche ora – che diventano occasione di arricchimento interiore. Dal Medioevo, ma anche prima, la nostra regione è stata, infatti, caratterizzata da un’enorme ricchezza spirituale di cui oggi resta un’eredità artistica e architettonica straordinaria. Pensando alla solitudine viene subito in mente la parola “eremo”, forse il più famoso in Toscana è l’Eremo di Camaldoli, situato nei pressi dell’omonima località nel comune di Poppi. Per raggiungere questa struttura fondata mille anni fa da San Romualdo, che ricevette in dono dal vescovo di Arezzo Teodaldo di Canossa (zio della ben più famosa Matilde) un terreno in un luogo solitario sull’Appennino per farne un luogo di preghiera, silenzio, solitudine e lavoro, bisogna salire fino a 1100 metri, attraversando una natura incontaminata. Il Sacro Eremo è costituito da una ventina di celle eremitiche – originariamente erano cinque, l’ultima è stata aggiunta nel Settecento –, situate oltre il cancello della clausura dei monaci benedettini camaldolesi, attualmente 9, da una chiesa per la preghiera comune, dal refettorio, la biblioteca, la foresteria e lo spazio per gli incontri dei gruppi, oltre all’antica farmacia dell’XI° secolo, dove si possono acquistare i prodotti dei monaci e articoli religiosi riferiti alla spiritualità monastica.
Alla cella di San Romualdo (l’unica cella dell’eremo aperta al pubblico per le visite) si accede dal piazzale della chiesa. È il modello di tutte le altre celle: una piccola abitazione con il suo giardino circondato da mura, con un corridoio in cui camminare e pregare, la stanza semplicissima in cui vivono i monaci, lo studio e la piccola cappella.
L’Eremo di Cerbaiolo situato nel comune di Pieve Santo Stefano, lontano da tutti gli itinerari turistici, nacque come monastero benedettino nell’ VIII secolo. Dal 1216, anno in cui viene donato a san Francesco, fino al 1783, fu abitato dai francescani. Non ci sono certezze sul fatto che il santo poverello vi abbia soggiornato, per certo lo fece Sant’Antonio, il suo luogo di preghiera oggi è indicato al pubblico. Pressoché distrutto durante gli scontri tra le truppe naziste e i partigiani, è stato ricostruito nelle forme attuali grazie alla passione dell’eremita Chiara, scomparsa pochi anni fa. Recentemente riaperto al pubblico, il complesso si articola attorno ad un chiostro seicentesco con isolati corpi di fabbrica (chiesa, sacrestia, refettorio, cappella, celle). La chiesa conserva tre altari rinascimentali in pietra.
Bisogna essere pronti a salire anche per raggiungere l’Eremo di San Viviano a Vagli di Sopra, situato a 1090 metri. E bisogna andarci a piedi, con una camminata di circa mezz’ora su un percorso ben tracciato ma impegnativo se non si è abituati a camminare in salita, partendo da Campocatino. Il luogo ricco di fascino, quasi magico, è un vero e proprio santuario incastonato nella roccia, situato dove condusse la propria vita da asceta il beato Viviano, cibandosi dei cavoli selvatici che miracolosamente crescevano su quelle rocce. Per le chiavi dell’ Eremo bisogna chiedere al rifugio ubicato a Campocatino (lasciando il proprio documento d’identità).
L’Eremo di San Leonardo al Lago, lungo la Via Francigena tra i boschi di lecci e querce nel comune di Monteriggioni, in località santa Colomba, deve il suo nome alla presenza nel luogo di un lago che venne prosciugato nel XVIII secolo. Dedicato a Leonardo di Noblac, conosciuto anche come san Leonardo del Limosino, santo celebrato per il suo legame con alberi e boschi, il complesso databile probabilmente al XII secolo, luogo di pellegrinaggio dopo la morte del beato Agostino Novello, qui avvenuta nel 1309, presenta la una cinta muraria munita di torri, lo spazio quadrangolare del chiostro e una parte dei locali monastici, tra cui il refettorio affrescato nel XV secolo da Giovanni di Paolo del Grazia. La bella chiesa in pietra nella zona absidale conserva gli affreschi trecenteschi di Lippo Vanni. Per gli orari di apertura: tel. 0577 317021 o 0577 248111.
La ricerca di pace e solitudine in Toscana può portare anche al Convento delle Celle, a Cortona: un bellissimo complesso religioso che rappresenta uno dei primi insediamenti francescani scelto e voluto da san Francesco. Fondato nel 1211 dal santo stesso, che vi ritornò nel 1226 prima di morire, il luogo è stato restaurato nel 1969.
Arroccato tra le grotte naturali del Monte Sant’Egidio, a 550 metri d’altezza, circondato da uno splendido bosco di lecci e cipressi, l’eremo francescano che continua ad accogliere sacerdoti e laici che vogliono condividere l’esperienza di preghiera e di contemplazione, è stato costruito in modo di seguire la conformazione naturale del territorio: le celle e gli altri ambienti del convento, sono, infatti, posti a gradoni sui versanti della valle, mentre dei ponti in pietra creano il collegamento tra i locali.
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