Il Tirreno

Il film 

Il tema dell’aborto e le polemiche con Irons

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BERLINO. “Never Rarely Sometimes Always” di Eliza Hittman, oltre a essere un bel film pieno di poesia in concorso per gli Usa in questa settantesima edizione del Festival di Berlino, è anche un lavoro che è stato, grazie al tema dell’aborto, indirettamente oggetto di polemica alla vigilia della manifestazione da parte del presidente di giuria Jeremy Irons. Durante la conferenza stampa di presentazione della giuria infatti Irons aveva fatto volontaria ammenda di sue precedenti dichiarazioni riguardo a parità di sessi, matrimoni omosessuali e, appunto, aborto su cui aveva detto: “Sostengo con tutto il cuore il diritto delle donne all’aborto”. Ora in “Never Rarely Sometimes Always” la protagonista Autumn (Sidney Flanigan), 17 anni e con talento per il canto, è una ragazza come tante cresciuta in un ambiente popolare nella Pennsylvania rurale dove la vita è apparentemente tranquilla. Ora, di fronte a una gravidanza non intenzionale e frutto di un probabile abuso, la ragazza sa di non poter fare affidamento sulla sua famiglia. Autumn troverà davvero difficile abortire in provincia, senza il consenso dei genitori, dove viene sottoposta più volte a umilianti interrogatori-mantra a cui risponde, di volta in volta, a tutta una serie di domande proprio come il titolo: “Never Rarely, Sometimes, Always” .

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