Il Tirreno

TEATRO 

Prometeo secondo De Summa da questa sera al Fabbricone

Gabriele Rizza

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PRATO. Oscar De Summa prosegue la sua indagine sulla mitologia e il suo ruolo illuminante rispetto alla contemporaneità. Al centro del suo nuovo lavoro, che stasera debutta in prima assoluta al Fabbricone, c'è Prometeo, il dio che dona agli uomini il fuoco, fonte di conoscenza e progresso, il titano amico dell’umanità che sfidò il potere degli dei e fu per questo vittima dell'atroce punizione di Zeus, che gli invierà l'aquila a rodergli il fegato. «Prometeo – spiega De Summa – incarna una figura chiave per decifrare il grande cambiamento del nuovo millennio, ovvero la rivoluzione informatica, quel passaggio alla tecnologia digitale capace di entrare nelle nostre vite, di indirizzarle e modificarle a nostra insaputa, senza che noi ce ne accorgiamo. Prometeo ha spesso simboleggiato la lotta del progresso e della libertà contro il potere, ma è anche colui che alla notte si arrende e che in essa si ritrova incontrando l'Altro da sé. Ma oggi qual è il fuoco che si accende nella notte, qual è il vero fuoco necessario che brucia e scava la nostra vita?». Affrontando Prometeo, Oscar De Summa apre una riflessione etica sui temi della digitalizzazione e automatizzazione di ogni processo che, se da un lato libera l'uomo dal giogo del lavoro manuale, dall'altro accende la sua paura di sentirsi inutile. Affiancano De Summa Marina Occhionero (premio Ubu come miglior attrice under 35), Luca Carbone e Rebecca Rossetti. Repliche fino a domenica. —

Gabriele Rizza

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