Sicurezza
“Rigoletto” diventa un giallo e il pubblico orienta la trama con una app sui telefonini
ROSIGNANO. Sono gli spettatori a decidere il destino di Gilda: chi ucciderà la figlia di Rigoletto, e perché? Con lo smartphone si può riscrivere l’opera di Giuseppe Verdi, stando direttamente sul palco con i cantanti. Succede in “Opera crime. Delitto all’opera”, una rivisitazione di Rigoletto a cura di Enrico Melozzi (compositore poliedrico e direttore d’orchestra in varie edizioni del Festival di Sanremo), che va in scena giovedì al Teatro Solvay alle 17,30 e alle 21,15 – unica data in Toscana – nell’ambito del progetto “InOpera” curato da Alessio Pizzech per il Comune di Rosignano.
“Opera crime” è un progetto interattivo ideato dall’Associazione lirica concertistica italiana e rivolto in particolare ai millennials e agli adolescenti (ma finisce per coinvolgere tutti) che attraverso il cellulare possono avvicinarsi a un genere teatrale complesso come la lirica. «È interessante che l’opera venga scomposta e ricomposta dallo spettatore – afferma Pizzech – perché viene desacralizzata e avvicinata ai giovani attraverso la tecnologia. In teatro i cellulari, che spesso isolano i ragazzi dalla realtà, diventano strumenti di condivisione e di partecipazione collettiva alle scelte, quindi inclusivi». Lo spettacolo si presenta come un delitto a teatro, in cui il pubblico può determinare le vicende dell’opera grazie all’app Opera Crime, che viene scaricata da Google Play e da App Store nel foyer prima di entrare in sala. Gli spettatori arrivano sul palco e una voce guida – un investigatore – scandisce le azioni, sullo smartphone seguono le istruzioni dell’app che propone loro delle scelte, e puntando il cellulare sui QRcode in scena ricevono informazioni sulla trama. Sul palcoscenico ci sono la vittima Gilda (soprano, Federica Livi), Il Duca di Mantova (tenore, Omar Mancini) e Rigoletto (baritono, Guido Dazzini) che cantano le classiche arie verdiane, mentre i momenti interattivi sono scanditi da musica elettronica. Il pubblico si cala nei panni del detective tecnologico per trovare l’autore del delitto. Gilda muore per mano del Duca, o di suo padre Rigoletto, il buffone di corte? Le scelte degli spettatori arrivano alla regia in tempo reale, e orientano la trama. Il finale è aperto, perché il pubblico lo costruisce direttamente in scena.
Per ogni spettacolo sono disponibili fino a 95 posti; ingresso 10 euro, 5 euro fino a 14 anni; la biglietteria al Teatro Solvay apre un’ora prima dell’inizio dello spettacolo, telefono 0586 017208, in orario di apertura. —
Federica Lessi
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