Toscana
Luisa e i tormenti di una donna innamorata. «Dopo il teatro sarò una commissaria in tv»
Ranieri protagonista di “The deep blue sea” di Rattigan diretta dal marito Luca Zingaretti: «Lui sa raccontare il femminile»
Che cosa ti fa fare l’amore? Ti annulli, ti disperi, ma ad un certo punto capisci che puoi rinascere. Tutti i gradini dell’annientamento di sé che una donna può scendere, li fa suoi Luisa Ranieri in palcoscenico interpretando “The deep blue sea” di Terence Rattigan diretta per la prima volta dal marito Luca Zingaretti. Lo spettacolo, che tra i produttori conta anche la Fondazione Teatro della Toscana, sarà al Teatro Goldoni di Livorno martedì 18 e al Teatro Era di Pontedera il 29 febbraio e il primo marzo.
Terence Rattigan, che è stato uno degli autori più popolari nell’Inghilterra del dopoguerra, era traumatizzato dal suicidio di un suo ex amante quando scrisse la pièce e mise al centro della vicenda una coppia omosessuale. L’Inghilterra del 1952 però non era ancora pronta per una storia simile e così decise di riportare i personaggi nei binari più tradizionali in cui è sempre la donna quella che si dispera per amore. Lei è Hester, che abbandona il marito (è nientemeno che un giudice) perché si innamora pazzamente di un giovane ex pilota disoccupato e alcolizzato. Tutto si svolge in un giorno: lei ha appena tentato il suicidio senza successo. Portato sui palcoscenici inglesi da attrici importanti e trasferito sul grande schermo da attrici come Vivien Leigh e Rachel Weisz, il lavoro segna per Luisa Ranieri un’altra tappa di una carriera divisa soprattutto tra cinema e televisione. La vedremo dal 23 febbraio su Rai 1 nella nuova stagione de “La vita promessa” di Ricky Tognazzi e, appena terminata la tournée teatrale, a metà marzo inizierà in Puglia le riprese di una nuova fiction Rai diretta da Luca Miniero nella quale interpreterà la commissaria Lolita Lobosco, personaggio nato dalla penna di Gabriella Genisi, che in molti hanno definito una Montalbano al femminile.
Com’è stato lavorare sotto la direzione di suo marito Luca Zingaretti?
«Bello. Ho molta stima di Luca come attore e come regista. Ho avuto modo ancora una volta di ammirarne la maestria nel dirigere gli attori e la capacità di raccontare il femminile. Luca ama molto lavorare con le donne, dice che siamo multitasking e che siamo più precise e intelligenti. È stato lui a convincermi ad affrontare il testo di Rattigan. Hester è una donna all’apparenza molto fragile, piano piano però la vediamo che attraversa stati di disperazione ma anche di rinascita. Hester è una che ha poca stima di sé, ma comunque sta cercando se stessa. Questo è un tema molto attuale, ci riporta ai casi di violenza sulle donne che si nutre proprio di questa disistima che le vittime hanno di sé».
Suo marito che interpreta Montalbano, ora lei che fa la commissaria. Il poliziesco da voi è di casa.
«Sono la moglie di un attore che interpreta un personaggio di grande successo, ma non è che la nostra vita ruota intorno a Montalbano. Luca ha fatto e fa tante altre cose. Quello è lavoro, noi nella realtà non siamo i personaggi che interpretiamo. Lolita Lobosco poi è un’altra cosa, nei romanzi di Gabriella Genisi i casi restano sullo sfondo, in primo piano c’è lei, la protagonista, una donna sexy ma che ha problemi con gli uomini. Penso che mi divertirò a interpretarla perché è un esempio di come le donne sappiano parlare con leggerezza delle loro debolezze».
In tv qual è il ruolo che le è più piaciuto interpretare?
«È stato molto bello interpretare Luisa Spagnoli, ma anche Carmela de “La vita promessa”. Quest’ultimo lavoro è stato un bagno di meraviglia perché è un divertente e insieme drammatico».
Come la prende quando la paragonano a Sophia Loren?
«Mi viene da ridere. Sophia è un esempio inavvicinabile, impossibile imitarla, è un’icona intoccabile. Sono onorata, certo, mi inorgoglisce perché lei non era solo bella, è una grande artista». —
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