Il Tirreno

Venditti evergreen “Sotto il segno dei pesci” «Vi porto uno show kolossal per tutte le età»

Cristiana Grasso
Venditti evergreen “Sotto il segno dei pesci” «Vi porto uno show kolossal per tutte le età»

Quarant’anni di carriera in 4 ore di spettacolo: «Non sono solo canzoni, ma poesia, storie, concetti e idee in un flusso continuo col pubblico» 

5 MINUTI DI LETTURA





INTERVISTA



Di sicuro quell’8 marzo del 1949 quando lo partorì mamma Wanda non pensò che proprio questa data e soprattutto il segno zodiacale che la racchiudeva sarebbe diventato una sorta di talismano per il neonato Antonello. O forse una premonizione ci fu, visto che comunque sulla strada della musica Wanda, prof di latino e greco, lo instradò presto, lezioni di piano e il talento che veloce viene fuori. Fatto sta che Antonello Venditti con la musica ha preso nella rete almeno tre generazioni. E a 70 anni, con l’entusiasmo di un ragazzino e la voce potente di sempre e la fantasia delle sue canzoni che si rinnova di nota in nota, continua a riempire palasport e teatri. L’ultimo tour, acclamato già durante il 2019, si intitola appunto “Sotto il segno dei pesci” e non è certo solo una citazione ma tutta l’impalcatura di questo viaggio poetico e musicale nella sua carriera e nella storia dei suoi fan e anche nella storia italiana. Perché la politica, intesa come impegno sociale e battaglie civili, è sempre stata una delle anime della produzione vendittiana. Eccoci quindi rapiti da una macchina del tempo grazie a questo tour kolossal che farà tappa a Livorno sabato 15 febbraio al Modigliani Forum, tappa organizzata dalla Leg di Sandro Giacomelli.

Venditti, un grande concerto che non a caso porta il titolo di quel grande successo che fu, ed è tuttora, “Sotto il segno dei pesci”, anno 1978: come racconta dal palco questi 40 anni di gloria?

«Di certo è un concerto complicato e amato. Quando siamo partiti con lo show all’arena di Verona, lo scorso anno, abbiamo capito che non era solo un concerto, era un momento di incontro, era uno scambio di storie. Mi sono sentito avvolto da tanto entusiasmo, è partita un’ondata di consensi e abbiamo continuato. Anche se davvero è uno spettacolo molto impegnativo, 4 ore in scena e non sono solo canzoni, è musica, è poesia, sono concetti e idee. Come piace a me, un flusso continuo tra me e il pubblico e viceversa».

Romano, per la Roma e con la Roma. Eppure anche la Toscana la considera un po’ un suo beniamino.

«La Toscana in tutti questi anni, fin dall’inizio della mia carriera, mi ha sempre dato molto ed è una terra che amo. Pistoia, Firenze... Livorno poi la trovo particolare, i livornesi “fumini” come i romani, ci sono stato molte volte, l’ho vista nel suo splendore, ai tempi del mercatino americano, della Castiglioncello del cinema, e l’ho rivista recentemente indubbiamente provata dalla crisi, spero che si risollevi presto. Mi fa piacere chiudere questo tour proprio a Livorno».

L’album “Sotto il segno dei pesci”, come gli altri del resto, è un album che ha fatto pensare, forse ha cambiato un po’ il mondo. Per lei quanto è importante dare messaggi politici attraverso l’arte, le canzoni?

«Molto importante. Ed è facile perché le mie canzoni sono storie. Come appunto “Sotto il segno dei pesci”, l’immagine di una manifestazione, “e la gente che correva, e gridava insieme a noi, tutto quello che voglio, pensavo, è solamente amore, ed unità per noi, che meritiamo un’altra vita, più giusta e libera se vuoi”. Parole che evocano ricordi e cullano anche nuove speranze».

La sua spesso è stata una posizione scomoda: attaccato dai bigotti che la ritenevano troppo aperto, attaccato dall’estrema sinistra che l’accusava di essere un uomo del Pci.

«I miei ideali sono sempre stati di sinistra, come del resto per gran parte della mia generazione. Le accuse e le polemiche lasciano il tempo che trovano. Io so solo che sono stato il primo a fare una canzone come “Lilly” sulla droga, su una ragazzina che aspetta un bambino, sull’omosessualità, sulla libertà di pensiero».

Si sente sempre di sinistra? Ha sempre voglia di lottare per quegli ideali?

«Io sono questo e non a caso il tour “Sotto il segno dei pesci” è un’occasione per ripercorrere la mia vita ma anche l’evolversi della società, le conquiste fatte grazie a certe battaglie. La forza creativa non l’ho persa, la passione per la vita e per quello che mi accade intorno neppure».

Questo suo concerto è un po’ un compendio di storia in musica?

«Soprattutto un racconto della mia vita applicata alla vita degli altri. Per questo non c’è contraddizione tra canzoni vecchie e nuove. E poi è davvero un grande spettacolo, tre band integrate sul palco, un concerto musicalmente complesso».

Uno show che in tutte le tappe ha richiamato gente di tutte le età, suoi coetanei, i figli e i nipoti.

«Sì ed è una cosa che mi riempie di orgoglio. Vedo anche gente della mia età appunto, che di solito non va ai concerti. Le mie canzoni restano, questo è un dato di fatto. Anche quelle meno vecchie. “Notte prima degli esami” è una canzone per tutte le età».

Era più facile appassionarsi di politica 40 anni fa?

«Certo oggi è difficile non fosse altro perché da quasi mezzo secolo di Democrazia cristiana siamo passati alla situazione che cambia ogni tre mesi. Quello che dici oggi già domani non vale più. Però ogni epoca ha i suoi linguaggi, i suoi tempi. Oggi tutto corre veloce, quindi anche la politica, le idee. Però le idee devono diventare fatti e leggi e la troppa velocità può diventare pericolosa, parole e linciaggi mediatici invece di contenuti».

Le canzoni possono dare contenuti alla politica?

«Di certo possono dare poesia a chi le ascolta che a chi le canta. Un’idea di bellezza, di visione, di sogno quotidiano che non è facile trovare».

Intanto sta preparando il concerto di settembre con De Gregori, attesissimo.

«Il progetto con De Gregori è bellissimo. Al di là del concerto sarà stupendo ritrovarsi e stare insieme, è una amicizia che continua, importante. Porterà speciali frutti artistici, ne sono certo». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web