Il Tirreno

«Il vero difetto di Ama? Non è troppo bello»

ALB. MAT.
«Il vero difetto di Ama? Non è troppo bello»

Fiorello: «Non so che cosa farà lui, ma io l’anno prossimo non ci sarò Io presentatore? Non è il mio mestiere. Io faccio il battitore libero»  

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l’intervista/2

Fiorello non dà interviste, dà spettacolo. Sono monologhi, divertenti come quelli in tv. Quando prende fiato, piazzi delle domande che ignora, come se fossero solo lo spazio fra le parole «sei» e «bravo».

Perché l’Italia continua a bloccarsi quando c’è Sanremo?

«È un mistero, una cosa tutta italiana. Al mondo, non esiste nessun programma tv di 5 ore. Durante il festival il resto sparisce, si parla meno perfino di politica. Ci sono solo le canzoni e i tormentoni: quest’anno faccio finire tutto in -ismo. Vede questa stanza? Moquettismo, tavolismo e (brandisce un Oki, ndr) spruzzismo».

E le polemiche?

«A volte strane. Junior Cally, attaccato per una canzone scritta anni fa. Nella vita cambiano le scelte, figuriamoci la musica. O Achille Lauro, che ha riportato a Sanremo la performance. Come con Anna Oxa o Patty Pravo. E tutti a chiedersi: come si vestiranno? Che combineranno?».

Molti han criticato le mises.

«Qualcuno è un po’ indietro».

Anche su Amadeus non sono mancate le polemiche.

«Mi ha detto: accetto le critiche, ma sono a posto con la coscienza. L’hanno trasformato nell’uomo più cattivo del mondo, ma chiunque lo conosca sa che è assurdo».

Questo Sanremone è sembrato ruotare tutto intorno alla vostra amicizia.

«Era l’87, ero appena arrivato a Milano. A Radio Deejay, Claudio Cecchetto mi dice: ti metto accanto a uno al quale ho già dato un programma, è un po’ "maranza", un po’ tamarro, ma bravo. Era Amadeus. Dopo 15 secondi, eravamo già i migliori amici».

Qualche difetto l’avrà.

«Beh, non è troppo bello. Per fortuna, il figlio ha preso dalla madre. Lo guardavo l’altra sera, ha un nasino perfetto. E l’ho detto ad Ama: che culo ha avuto, non ti assomiglia».

Nemmeno lei è un Adone.

«Io sono lo Scamarcio delle Due Sicilie».

Insiste a dire che un festival non lo presenterebbe?

«Mai. Non è il mio mestiere. Qui ho un altro ruolo, sono il battitore libero. Nessun copione e poco "gobbo". Improvviso. Il mestiere, scusate, l’ho».

Non tornerebbe nemmeno per l’Amadeus bis?

«Non so se lo rifarà. Ma adesso vado di là e gli dico che in ogni caso io non ci sarò».

Momenti. Il bacio con Ferro?

«Spontaneo. L’affetto fra due artisti che hanno appena finito il loro numero».

Bugo che se ne va.

«Quando sul palco ho detto che non avevo capito niente dell’accaduto, era vero. Ero in trance agonistica. Mi avessero detto di intrattenere il pubblico fino alle quattro del mattino, l’avrei fatto».

Il duetto con Tony Renis su Quando quando quando.

«Bellissimo. Gli ho anche fatto fare un pass speciale con la scritta "Pass pass pass"».

Questa intervista esce a giochi fatti. Quindi può dire quali sono le canzoni più belle.

«Ce ne sono almeno sei o sette, lo dice anche mia madre di 84 anni: dico Diodato, Gabbani, Jannacci e il solito Lauro».

Questo Sanremo verrà ricordato?

«Credo di sì. Amadeus voleva una grande festa, che ci fossero dentro tutti. Beh, c’è riuscito». —

ALB. MAT.

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