Sicurezza
Vanoni: «Che spettacolo lungo Dopo un po’ mi arrendo e dormo»
La cantante ha fatto coppia con Alberto Urso nell’interpretazione della “Voce del silenzio” E Junior Cally? «Se pensasse quello che ha scritto in alcuni pezzi sarebbe da internare»
l’intervista
Ieri a Sanremo era la sera delle cover e Ornella Vanoni ha cantato in coppia con Alberto Urso (in gara con Il sole a est) una versione emozionante de La voce del silenzio che nel 1968 fu interpretata a Sanremo da Tony Del Monaco e Dionne Warwick. Quella che è giustamente considerata una delle icone della musica italiana ha conosciuto il vincitore di “Amici 2019 “dopo averne apprezzato le doti durante la trasmissione di Maria De Filippi. «Alberto mi è piaciuto subito sia come persona che per la sua voce cristallina e moderna – dice tenendolo a braccetto come fosse un nipotino– Quando mi è stato proposto di cantare con lui abbiamo subito pensato a due canzoni, L’eternità e La voce del silenzio. Le abbiamo proposte a Maria che ha scelto la seconda ed è stata un’ottima scelta».
I duetti degli altri?
«Non li ho ascoltati, ero concentrata sul nostro brano».
Cosa le è piaciuto del Festival finora?
«Rula Jebreal mi è piaciuta e il suo monologo toccava il cuore. Leotta no e poi è bionda. In più ha fatto un discorso sulla nonna di cui sinceramente non mi fregava niente».
Il suo parere su Junior Cally?
«Se quel ragazzo pensasse davvero quello che ha scritto in alcuni pezzi sarebbe da internare».
E la lunghezza dello show?
«Una lentezza esasperante. Il Tg, la pubblicità e il collegamento con il palco fuori, la passerella, mamma mia quante lungaggini. Da spettatrice a un certo punto mi arrendo e vado a dormire».
Magari accendendosi uno spinello come ha detto in passato?
«No, no, ma scherza? Devo cantare, devo preservare la voce anche se ieri sera mi è successa una cosa strana: ho due televisori nella mia camera d’albergo e ce n’è uno che anche se tento di cambiare canale rimane sempre su Raiuno. Vuoi vedere che hanno fatto una cosa alla “Grande Fratello” di Orwell e tutti gli italiani guardano Raiuno. Sarebbe un inferno. A un certo punto volevo vedere un’altra cosa e non potevo».
In gara c’è anche Rita Pavone che dovrebbe conoscere da parecchio.
«Me la immaginavo più swing e invece è rock. Lei nasce swing, ma qui fa un’altra cosa: contenta lei».
Cosa farà dopo il festival?
«Sto preparando un disco con la produzione di Mauro Pagani e i pezzi di Ornella Cantarelli, Ilacqua, Mario Lavezzi e Mogol, Giuliano dei Negramaro, Vecchioni, Marracash, Pacifico e Gianna Nannini. Con Gianna forse farò anche un duetto».
Ha sentito Maria De Filippi?
«Ci ha telefonato per farci gli auguri anche se vincere Sanremo non è importante. Vasco non ha mai vinto, Mina neppure e direi che la chiudiamo qui con gli esempi». —
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