Attenzione
“Stelle dimenticate” e tutte quelle donne di scienza geniali e nell’ombra
L’iniziativa si svolgerà domani, sabato 8, (ore 17) al Museo di storia naturale del Mediterraneo
LIVORNO. Dall'alessandrina Ipàzia alla tedesca Caroline Lucretia Herschel, dall'americana Henrietta Swan Leavitt alla britannica Annie Scott Maunder, dalla fiorentina Margherita Hack alla livornese (di Collesalvetti) Lisa Barsotti: sono appena una ventina le scienziate che nell'arco di oltre due millenni hanno fornito un significativo contributo allo ricerca in campo astronomico trovandosi a studiare ed a lavorare quasi sempre ai margini di un mondo accademico declinato al maschile: ed oltretutto, salvo rare eccezioni, rimaste praticamente sconosciute al grande pubblico. . Sono le “stelle dimenticate” di cui parlerà Enrico Giorgi nella conferenza in programma domani (ore 17) nell'auditorium del Museo di storia naturale del Mediterraneo per iniziativa dell'Alsa (Associazione livornese di scienze astronomiche) attiva da quasi trent'anni nella divulgazione dei segreti dell'universo e che ha ora avviato una serie di incontri dal titolo “Il cielo con occhi diversi”. Personalità anticonformista Margherita Hack è stata a lungo professoressa ordinario di astronomia presso l'Università di Trieste, città dove ha diretto, prima donna in Italia, un osservatorio astronomico. All'angloamericana Cecilia Helena Payne si deve la composizione delle masse stellari, mentre l'astronoma sovietica Pelageja Fedorovna Sajn è stata la prima donna a scoprire un asteroide, oltre ad individuare 150 stelle variabili. Recentemente insignita del Premio Capperuccio e dell'Oscar della Scienza Lisa Barsotti (nella foto), ricercatrice al Massachusetts Institute of Techonology, si è distinta per il risultato dei suoi studi sulle onde gravitazionali ottenuti presso il Ligo (Laser interferometer gravitational-wave observatory) che ha il suo gemello in Virgo, situato a Cascina (Pisa) dove la scienziata ha avviato la sua prestigiosa carriera. —
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